• Mercoledì 31 Ottobre 2007 alle 7:57
Recensione de “La terza madre” con Asia Argento. Dopo Inferno e Suspiria, Dario Argento chiude la trilogia delle tre madri. Giudizi, commenti e opinioni della redazione.

Terzo capitolo, conclusivo, della saga delle tre madri che ha consegnato alla storia del cinema il capolavoro dell’horror “Suspiria” e l’ottimo “Inferno”. Questa volta a seminare il terrore è la Mater Lacrimarum, riportata in vita a Roma dal ritrovamento di un’urna durante una sessione di scavi archeologici. La scoperta segnerà l’inizio di una sequela di eventi cupi e sinistri che avvolgeranno la capitale in un’atmosfera tetra e gotica, finché l’archeologa Sarah non riuscirà a trovare il modo per uccidere l’ultima delle madri.

Sui meriti del cinema del miglior Dario Argento si sono spesi fiumi di inchiostro e nulla è possibile obiettare alla maestria con cui il regista romano ha saputo amministrare i contenuti dei suoi film migliori – “L'uccello dalle piume di cristallo”, “Profondo rosso”, “Tenebre” e “Phenomena” tanto per citarne alcuni – dando un respiro intenso e drammatico all’horror con l’esito di aprire orizzonti sconosciuti al genere. Purtroppo una simile grandezza è propria delle realizzazioni di Argento fino alla metà degli anni Ottanta.

Da allora il declino dell’estro sembra essere stato inarrestabile, arrivando a creare opere cinematografiche al limite della insopportabile indecenza.
La vicenda della terza madre arriva dopo quasi trent’anni circa da “Inferno” con l’intento di ritrovare quella verve intrisa d’ansia e tensione che si unisce al gusto della truculenza più pensata che vista. Purtroppo il disegno fallisce. “La terza madre” non allontana Argento dalla grossolana e kitsch veste cinematografica delle ultime pellicole, con l’aggravante che la mancanza di una solida sceneggiatura e di una fotografia stilisticamente appagante viene riempita da uno splatter esagerato e da un’orgia di nudi raramente utile alla narrazione. Gli attori esprimono una recitazione monocorde e Asia Argento non fa eccezione, non riuscendo a dare un significativo contributo alla caratterizzazione di un film che, purtroppo, merita l’oblio, lasciando gli ammiratori del genio ormai sbiadito di Dario Argento ancora una volta con l’amaro in bocca e in attesa di una nuova occasione di riscatto ormai sempre più improbabile.

Video: La Terza Madre - trailer

Video: La Terza Madre - conferenza stampa a Cannes

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