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Post in Drammatico

Lun
19
Mag

Fiction Centovetrine su Canale 5: clamoroso il ritorno di Ettore Ferri. Insieme a lui una nuova entrata nel cast. E’ Caterina Vertova

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Era morto, lontano dal suo grande amore, Marina, incinta di suo figlio che mai conoscerà. Ettore Ferri (Roberto Alpi), il celebre ex protagonista di una delle ficiton italiane più seguite, 'Centovetrine', si era innamorato di Marina, mentre lei voleva vendicarsi per eventi del passato in cui era implicato il padre. Durante la loro luna di miele, si trovarono in barca in Grecia e Marina capì che Ettore voleva solo vendicarsi e farla passare successivamente per una malata di mente, puntò la pistola al marito, che però aveva tolto tutte le cartuccie, e durante la collutazione Ettore sbattè la testa e finì in mare. Ettore giunse a riva sano e salvo e fu rapito per alcuni mesi. Nel rapimento era implicata Marina, che voleva tenere il marito lontano da Torino, ma Ivan scoprì tutto e riuscì a salvare Ettore, che voleva vendicarsi della moglie fingendo ancora di non ricordare l'incidente in barca. Ettore la ricattò costringendola a lasciare gli affari.

Qualche tempo dopo andò dal medico e scoprì di avere solo tre mesi di vita, confidò la cosa solo a Ivan Bettini (amministratore delegato del guppo e suo grande amico) e decise di partire. Aveva deciso di denunciare Marina ma scoperta la sua gravidanza, l’aveva fatta fuggire dall’Italia salvandola dalla polizia. Lei si era perdutamente innamorata di lui. La storia è continuata. Ettore Ferri, il grande fondatore del Gurppo Ferri di ‘Centovetrine’ e della holding ad esso collegata, si diceva morto e al trono della successione del gruppo continuano ad alternarsi personaggi forti di grande stampo e stile, imprenditori rampanti che fanno di tutto per arrivare in cima. Dalla figlia di Ettore, Anita alla famiglia Della Rocca, alla nuova arrivata, donna senza scrupoli, Carol Grimani. Al ritono della bella Marina, con un figlio ormai grande.

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Lun
29
Ott

“Il sergente” di Marco Paolini su LA7 martedì sera: un grande monologo sulla ritirata dalla Russia dell’esercito italiano dall’autore del Vajont

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“Ho ancora nel naso l’odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato. Ho ancora nelle orecchie e sin dentro il cervello il rumore della neve che crocchiava sotto le scarpe, gli starnuti e i colpi di tosse delle vedette russe, il suono delle erbe secche battute dal vento sulle rive del Don”. È l’incipit del romanzo autobiografico “Il sergente nella neve”, che Mario Rigoni Stern scrisse nel 1953 con l’intento di raccontare la tragica epopea della Campagna di Russia italiana che si concluse nella ritirata iniziata il 17 gennaio 1943 in cui avrebbero trovato la morte circa 30.000 uomini.

Da questo romanzo epocale, in cui l’atrocità della guerra è descritta in modo diaristico, oggettivo, cogliendone l’essenza più atroce e irreparabile, Marco Paolini ha tratto il suo ultimo spettacolo teatrale, “Il sergente”, che verrà trasmesso senza interruzioni pubblicitarie il 30 ottobre da LA7 a partire dalle 21,30.

Paolini non è nuovo a episodi di impegno narrativo che diventano a un tempo canti di raro valore civile.

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Dom
28
Ott

Recensione del film “La giusta distanza” – Giudizi, commenti e opinioni della redazione

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Nello scenario del Polesine è ambientato l’ultimo film di Carlo Mazzacurati. Questa volta la storia si svolge in un paesino immaginario che raccoglie tutte le caratteristiche della provincia del basso Veneto, con i pregiudizi xenofobi più o meno latenti, la quotidianità grigiastra, il chiacchiericcio fine a se stesso. A sconvolgere delicatamente l’equilibrio del borgo è l’arrivo della supplente Mara (Valentina Lodovini) che turba le emozioni dei protagonisti: il meccanico tunisino ben integrato Hassan (Ahmed Hafiene), il piccolo borghese Amos (Giuseppe Battiston), il giovanissimo giornalista Giovanni (Giovanni Capovilla, esordiente). La vicenda sembra svilupparsi come una storia qualsiasi, attraverso cui raccontare come su un quaderno di schizzi il modo di essere di un consesso umano, con uno sguardo incline al realismo e al macchiettismo. Ma a un tratto la storia piega verso il giallo, con l’assassinio di Mara che prelude a una successiva tragedia.

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Gio
25
Ott

Recensione del film “Quel treno per Yuma” – Giudizi, commenti e opinioni della redazione

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Storie semplici e lineari, personaggi manichei ben collocati al di qua o al di là dell’asse del bene e del male, eroi senza macchia e senza titubanze: questi gli ingredienti base del cinema western classico, che ha avuto i suoi anni d’oro tra la fine dei Quaranta e i Sessanta. Ingredienti che non fanno più parte delle storie da pellicola, nemmeno nei cartoons. Che senso ha allora riproporre “Quel treno per Yuma”, remake del classico in bianco e nero del 1957 per la regia di Delrner Daves con Glenn Ford e Van Heflin?

Le ragioni sono numerose. La prima è il tentativo di recuperare le radici del fare cinema e del costruire narrazione che a Hollywood comincia a diventare il vero grande buco nero. L’originalità, la lucidità sono sempre più spesso i grandi assenti e se da una parte i soggetti inseguono ogni spunto – anche quelli fumettistici – senza per questo trovare sempre il bersaglio, il tentativo di ritrovare il senso della grande narrazione epica, con personalità forti e ben contrapposte, immerse in scenari che sono essi stessi parte integrante dello sviluppo narrativo, diventa una via non solo percorribile, ma decisamente auspicabile.

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Mar
23
Ott

“Il capo dei capi”, fiction in 6 puntate su Canale 5: la storia di Totò Riina e di 50 anni di mafia. Claudio Gioè, Simona Cavallari e Daniele Liotti tra i protagonisti.

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“Il capo dei capi”, la nuova fiction di Canale 5 in onda da giovedì in prima serata per sei puntate, racconta la storia di Totò Riina. Il sottotitolo potrebbe essere “La seduzione della mafia”, perché gli autori Claudio Fava (l’eurodeputato catanese della Sinistra Democratica), Domenico Starnone e Stefano Bises hanno voluto mettere a fuoco la vicenda umana di Riina senza demonizzare la sua figura. Il boss di cosa nostra viene descritto in tutti i suoi risvolti umani, bandendo il timore di dare risalto anche alle virtù presenti in un uomo che da solo ha saputo scalare tutti i livelli di potere di una delle più grandi organizzazioni malavitose occulte del mondo. Per farlo ha avuto il merito di conquistare i suoi adepti con un carisma e una grinta che Claudio Gioè, l’attore che presta il volto al superboss, ha saputo magnificamente evidenziare.

Ne emerge una figura a tuttotondo, con tratti amabili amalgamati a una violenza che ha dell’incredibile, che è diventata strumento di potere e di conquista di diritti illeciti.

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Dom
07
Ott

Recensione del film “Michael Clayton” - Giudizi, commenti e opinioni della redazione

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Michael Clayton (George Clooney) lavora presso uno studio di avvocati che come fine principale ha quello di coprire i misfatti dei suoi clienti anche a prezzo di azioni illegali. In questa pratica il protagonista è abilissimo, benché profondamente insoddisfatto della sua vita e della sua carriera. Dover difendere una grossa compagnia impegnata nella commercializzazione di un prodotto altamente cancerogeno lo porta a sprofondare in un giro di falsificazioni, ricatti e omicidi, che spinge Michael a riprendere in mano la sua vita e a ribellarsi al contesto soffocante di cui è pedina.

George Clooney dimostra ancora una volta la sua maturità di attore, capace di dare spessore a un personaggio schiacciato da un sistema opprimente e di tracciarne in modo nitido l’evoluzione morale. A fare da contraltare al calore interiore del personaggio interpretato da Clooney è Tilda Swinton, algida e diabolica, ma non stereotipata pur interpretando un personaggio monocolore.

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Mer
03
Ott

Recensione in anteprima del film “Cemento armato” - Giudizi, commenti e opinioni della redazione

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Lo sceneggiatore dei due “Notte prima degli esami”, Marco Martani, sceglie di passare al lavoro di regia varandosi con un noir all’italiana in cui gli interpreti principali sono ancora una volta quelli dei suoi precedenti film. Nicolas Vaporidis questa volta veste i panni di un giovane piuttosto maldestro che vivacchia tra un espediente e l’altro. Una bravata lo porta a cadere nelle mire vendicative dell’uomo che ha il controllo di quasi tutti i grandi affari della malavita romana (Giorgio Faletti). La storia evolverà in senso drammatico coinvolgendo anche la ragazza (Carolina Crescentini) del giovane protagonista in una spirale di tensione crescente.

Uno dei più grossi rischi di un cineasta è quello di pretendere di smarcare un cast dall’immagine collettiva ormai ben consolidata agli occhi del pubblico, per rivestirlo di nuovi ruoli e caratteristiche inusitate. Nel marketing si chiamerebbe “riposizionamento”, qui si può chiamare “flop annunciato”.

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Dom
23
Set

Recensione del film “Piano, solo” – Giudizi, commenti e opinioni della redazione

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Luca Flores è stato uno dei più grandi pianisti jazz italiani. Nacque a Palermo, nel 1956. Assistette da giovanissimo alla morte della madre avvenuto in un incidente d’auto, cosa che segnò incurabilmente il suo animo. Il suo dolore, riversato nella musica, lo portò a una crescita crescente di notorietà che gli permise di suonare al fianco di musicisti del calibro di Chet Baker e Massimo Urbani. Poi, lentamente, la discesa nel baratro della follia e il suicidio, nel 1995. “Piano, solo” è un racconto biografico, che ripercorre la vita di questo straordinario artista.

A incarnare Luca Flores è Kim Rossi Stuart, che consegna un’interpretazione molto composta e sofferta a un tempo, quasi ieratica e meditativa, ma energica quando lo spettro della pazzia inizia a impossessarsi della mente del protagonista. Accanto a lui altri interpreti di valore, capaci di impreziosire e dare rilievo alle persone che accompagnarono Luca nel suo percorso esistenziale: Michele Placido nei panni del padre, Paola Cortellesi in quelli della sorella che era con Luca quando la madre morì e Jasmine Trinca capace di dare fattezze delicate e intense alla fidanzata.

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Ven
07
Set

Recensione del film “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni” – Giudizi, commenti e opinioni della redazione

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Bucarest, 1987, periodo della dittatura di Ceaucescu. Gabita (Laura Vasiliu) è incinta, al quarto mese, ma non vuole tenere il bambino. Con l’amica Otilia (Anamaria Marinca) pronta ad assisterla prende una camera in un albergo e attende l’arrivo di un medico che illegalmente – in Romania ai tempi del comunismo l’aborto era un reato – le permetterà di liberarsi dolorosamente del nascituro, concedendosi carnalmente al torvo dottore in ricompensa dei rischi corsi.

Il film è stato insignito della palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, premio che ha inteso premiare l’impegno di un regista, Cristian Mungiu, che in una serie di film dal titolo “Tales from the Golden Age” sta tentando di ricostruire un mosaico di momenti e di condizioni significative che illustrano le condizioni di vita rumene sotto il peso del comunismo. Un lavoro impegnativo, che il regista vuole svolgere partendo da storie di vita individuali e lasciando sullo sfondo, quasi come una coltre invisibile che però assorbe la luce e altera i colori, la documentaristica descrizione dei fatti del regime.

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Gio
12
Lug

Recensione di “Stepping - Dalla strada al palcoscenico” – Giudizi, commenti e opinioni della redazione

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D.J. Williams (Columbus Short) è un ragazzo con una travagliata storia alle spalle, vissuta per le strade di Los Angeles. Riesce a entrare alla Truth University per riscattare il suo passato e in questo ambiente entra a far parte della confraternita Theta Nu Theta, che esprime il meglio di sé nel ballo afro-americano dello stepping. D.J. è un ottimo ballerino e inizia a dare il meglio di sé, ma lentamente si accorgerà che i rapporti interpersonali con gli altri membri del gruppo e con gli avversari della confraternita rivale Mu Gamma Xi sono estremamente complessi. Ne sortirà una graduale presa di coscienza delle sue capacità e del suo talento anche grazie alla relazione con April (Meagan Good), che introdurrà la grandezza dell’amore nella sua vita.

“Stepping - Dalla strada al palcoscenico” è un film basato su una storia adolescenziale fondata sul riscatto personale del protagonista che dai sobborghi dell’inquieta Los Angeles riesce a trovare il suo posto nella grande America.

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