
Ovazioni per Mary J. Blige ospite speciale, curiosità per lo spettacolo di Lorella Cuccarini e attimi di commozione per l’omaggio a Michael Jackson. La finalissima del Festival di Sanremo edizione 60 resterà nei ricordi di tutti: per la partecipazione di un ex principe di Italia, contestato sin dalla prima puntata, per esclusioni eccellenti contestate da pubblico e orchestra, per una polemica politica nata nelle file del teatro dell’Ariston e subito stroncata da una perfetta padrona di casa, Antonella Clerici, che fino a ieri sera sembrava tener le redini dello spettacolo ma che si è ritrovata in grande difficoltà proprio nelle battute finali di una kermesse musicale che, in eurovisione, ha dato ‘il meglio di sé’.
Valerio Scanu, il trio Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici e Marco Mengoni sono i tre saliti sul podio, con un ex concorrente di Amici di nuovo numero uno dopo il Marco Carta della scorsa edizione. Il televoto ha così premiato i vincitori dei talent show televisi Amici e X Factor (da cui proviene sia Mengoni sia il vincitore Tony Maiello della categoria Giovani) e Ballando con le stelle, che ha dato i natali in tv a Emanuele Filiberto. Le contestazioni sull’esito finale della gara non sono certo passate inosservate: tanti fischi come quelli di ieri sera al festival non si erano mai sentiti, un’orchestra che, per ribellarsi ai verdetti, lanciasse sul palco gli spartiti non si era mai vista e l’imbarazzo della Clerici ha reso palese la sorpresa e la disapprovazione di tutti. Com’è possibile che Emanuele Filiberto, principe in esilio dall’Italia che, con la sua famiglia (che collaborò con il regime fascista), ben raccontata nel testo della canzone, torna e chiede un risarcimento al Belpaese per esser stato tenuto lontano da qui, approdi, dopo una prima eliminazione, alla finale di un evento che ha così tanta risonanza internazionale? Com’è possibile che le parole da lui (si dice) scritte in una sorta di lettera trasformata in canzone, non siano ben capite dal pubblico a casa che arriva addirittura a televotare la sua finale?
Il pubblico dell’Ariston aveva già accolto a fischi il ripescaggio del trio dopo l’eliminazione della prima puntata e sembra siano ancora in pochi coloro in grado di apprezzare il vero valore delle canzoni. Se ciò che importa maggiormente è l’audience e lo spettacolo, allora questa trovata è stata geniale, se, invece, il Festival di Sanremo nasce, e dovrebbe continuare ad essere fucina di talenti veri e specchio della realtà musicale Italia, allora forse dovrebbe essere rivisto qualcosa nel sistema delle scelte della canzoni da portare in gara. Possibile che solo i critici sappiano apprezzare artisti del calibro di Malika Ayane, Irene Grandi, Irene Fornaciari? Se così fosse allora non ci si dovrebbe lamentare della nostra Italia di ‘tronisti’ che ormai è l’unica di cui si parla.
Eppure ‘lui’ è uno dei motivi per cui quest’anno Sanremo ha avuto risonanza oltre i confini di Italia. Oltre l’Italia non la bella musica, quella che l’Europa deve invidiarci, ma le polemiche che hanno portato sul palco di Italia Emanuele Filiberto. Oltre l’Italia non la tanto già canticchiata ‘Meno male’ di Simone Cristicchi che fotografa ironicamente l’Italia dei videoricatti e della droga, dei media che coprono le verità scomode, del mondo in cerca di Bin Laden che nel frattempo chissà ancora dov’è, e che si rifugia nella favola di una Carla Bruni; non l’eutanasia raccontata da Povia ne ‘La verità’; non l’italomarocchina Malika Ayane, vincitrice del premio per la critica Mia Martini, che ha comunque regalato a Sanremo la possibilità di ‘elevare’ la manifestazione nazionalpopolare a livelli di magia musicale. La sua ‘Ricomincio da qui’ è una meraviglia, è un incanto che spiccava, tanto apprezzato da tutti, ma poco dal quel popolo a casa che, fra ragazzini e gusti consueti, ha preferito altri cantanti.
Così l’ultima serata fra un boom di telespettatori, i professori dell’orchestra che hanno contestato il verdetto, eliminando i più meritevoli, che ha ospitato un Maurizio Costanzo show che ha portato in scena in una serata di spettacolo musicale i problemi socio-politici italiani con la questione di Termini Imerese (decisamente fuori luogo in un contesto del genere) sarà sicuramente difficile da dimenticare.
Parole chiave: festival di sanremo 2010 finalissima valerio scanu marco mengoni pupo ed emanuele filiberto contestazioni pubblico orchestra
Autore: CineVlog Redazione
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