
Lucignolo ha proposto un servizio sui comportamenti non proprio pudici di alcune ragazze ripresi con videofonini e poi pubblicati sul sito scuolazoo.it. Chi va su questo sito Web trova ogni sorta di comportamento sicuramente non normale che può verificarsi ultimamente negli istituti scolastici italiani, dalle provocazioni ai professori, agli atteggiamenti canzonatori anche molto estremi e aggressivi, fino a veri e propri strip-tease o atti di carattere spiccatamente sessuale.
Inutile dire che il sito ultimamente è stato preso d’assalto da voyeur e curiosi di ogni genere. I curatori, dei ragazzi giovanissimi che da casa propria ne mantengono in vita la comunità, lo gestiscono con la goliardia di chi si diverte a commentare le stranezze di ogni sorta che gli arrivano da tutta Italia, non senza il buon gusto, comunque, di non mettere on line cose da loro stessi definite “schifezze”.
C’è da chiedersi non tanto se la scuola è arrivata a un livello di degrado così estremo. Il problema non è la scuola.
La scuola italiana consiste solo in professori e studenti. Venditti direbbe che il professore “ti legge sempre la stessa storia, sullo stesso libro, nello stesso modo, con le stesse parole da quarant’anni di onesta professione” (“Compagno di scuola”, brano del 1975). Con poche varianti non è che oggi sia cambiato granché da quando Venditti scrisse il pezzo. Sono cambiati i ragazzi, però.
Sono cambiati i mezzi di comunicazione: cellulari, videofonini, fotocamere e videocamere tascabili. Ma se ci fossero stati trent’anni fa sarebbero stati usati per riprendere tette e culi in bella vista magari in atteggiamenti chiaramente sessuali? Si può dire di tutto. Ma nel Sessantotto il sesso non era ostentato, era una scoperta, fatta con il gusto della libertà, di una conquista di sostanza, non di apparenza. A nessuno interessava fare vedere. Interessava fare.
Oggi pare che interessi sempre di più il far vedere, che non il fare in sé e per sé. Si fa per raccontare, è il “kiss and tell”, come dicono in Inghilterra. Ma del resto che modello di riferimento si ha? Una televisione in cui l’amore è quello di “Uomini e donne” e della “Sposa perfetta”, la chiesa che impone un modello di famiglia di tipo dogmatico e sempre – purtroppo – più lontano dai cambiamenti dei tempi, tutti i maestri d’opinione che parlano e non dicono altro che parole senza più valore.
Quelli che oggi sono giovani che riferimenti hanno? L’amore a livello animale si porta nel DNA. Quello profondo, fatto di relazioni, di dialogo, di idee, di grandi emozioni e di sentimenti, quello è un fatto culturale. E la cultura, in larga parte, proviene da chi ha in mano le redini dei media più importanti, che creano mode e soprattutto contenuti, modi di essere e modelli di pensiero.
La nostra televisione offre tette, culi e tante, tante parole senza senso. E questo i ragazzi fanno: mostrano tette e culi e dicono cose senza più neanche provare a cercare un senso, perché nessuno è più in grado o è interessato a dargli qualche senso. Loro non hanno colpe. Ci viene solo da citare qualche verso di Fabrizio De André: “Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole / perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole / ma dov'è finito il tuo cuore, ma dov'è finito il tuo cuore”. E per chi vuol capire, non c’è altro da aggiungere.
Categorie: Eventi Informazione
Parole chiave: lucignolo scuolazoo studentesse video a scuola
Autore: CineVlog Redazione
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