IL PRIMO VIDEO BLOG ITALIANO DEDICATO AL CINEMA E ALLA TELEVISIONE

 
Mer
10
Ott

K2: il sogno, l’incubo. Marco Mazzocchi racconta su RAI Due la scalata della montagna compiuta in prima persona.

K2: il sogno, l’incubo. Marco Mazzocchi racconta su RAI Due la scalata della montagna compiuta in prima persona.

Il K2, la montagna perfetta: questo appellativo rappresenta bene cosa significa per la storia dell’alpinismo la seconda vetta più alta del mondo. Conquistata per la prima volta nel 1954 dai due eroici italiani Compagnoni e Lacedelli, il K2 rappresenta una sintesi completa di tutte le difficoltà che si possono sommare nel percorso che conduce alla sommità. Inoltre è una delle montagne più belle dell’Himalaya, con i suoi panorami spettacolari e mozzafiato e la sua altezza ineguagliabile.

Marco Mazzocchi, guidato da Daniele Nardi, accompagnato da Pietro Desanctis, Mario Vielmo, Stefano Zavka, Michele Fait e assistito da Claudio Tessarolo, ha deciso di tentare la scalata più difficile e documentare tutto mediante una videocamera (di cui spesso è stato anche operatore), conducendo un lavoro giornalistico che è contemporaneamente sfida ai propri limiti e racconto emozionante.

RAI Due propone il resoconto di questa avventura martedì 9 e martedì 16 ottobre alle 23.45. Una storia toccante, intensa, che si conclude con una vittoria venata di tragicità (uno degli accompagnatori di Mazzocchi non è sopravvissuto allo stress dell’impresa).

Un documento che racconta in presa diretta il coraggio e la paura, l’estremo tentativo di superare i limiti della propria fisicità e il valore della determinazione immensa che occorre per affrontare fino in fondo una prova così ardua. Un momento di grande televisione, che meritava maggiore visibilità e sicuramente una fascia oraria meno tardiva.


Nota della redazione (23 ottobre 2007)
In considerazione della quantità di commenti che l'articolo ha destato, la redazione di Cinevideoblog desidera fare alcune precisazioni.

Questo articolo è stato scritto prima dell'uscita in televisione del documento firmato da Mazzocchi, quando la nostra redazione non aveva ancora a disposizione sufficienti informazioni sull'evento. L'obiettivo è stato solo quello di informare sulla prossima messa in onda del programma, anticipando in modo quanto più possibile neutrale e discreto alcuni temi che sarebbero stati proposti dal programma. Essendo questo un blog incentrato sullo spettacolo televisivo e cinematografico si è scelto di guardare l'evento da un punto di vista che privilegiasse l'aspetto mediatico piuttosto che la vicenda umana e sportiva di tutti i protagonisti. In questo senso si è voluto concentrare l'attenzione su Marco Mazzocchi, cronista del reportage e unico componente della spedizione davvero al buio dei problemi che si incontrano in queste avventure estreme che portano l'uomo a confrontarsi con i suoi limiti ultimi.

Ovviamente, le prospettive di lettura dell'impresa sono numerose. Non ci sfugge l'eroismo di Stefano Zavka, capace di mostrare al mondo come la passione per la montagna e la forza di una persona che non ha paura di sfidare i limiti della propria natura umana sia un esempio meraviglioso di coraggio, di dignità e di generosità assoluta.

Ci auguriamo che il nome di Stefano possa venire ricordato come quello di un grande dell'alpinismo e che la sua memoria non sbiadisca. Contemporaneamente, siamo perplessi sulle scelte di programmazione della RAI che ha relegato un programma di così alto valore sportivo e umano in una fascia oraria così secondaria. Non è nostra intenzione fare polemica con chi gestisce i palinsesti, ma sarebbe forse tempo che la televisione pubblica, in un mare di trasmissioni di poco spessore, ritrovasse la determinazione di offrire un servizio capace di dare un vero risalto anche a gesta nobili e straordinarie, in cui viene confermata appieno quella natura per cui Dante attribuì a Ulisse un giudizio meraviglioso sull'essenza dell'umanità: "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". Parole che esprimono nel senso più pieno il modo in cui la nostra redazione vuole ricordare Stefano Zavka.

Video: riprese di Marco Mazzocchi durante la scalata al K2 (prima parte)
Video: riprese di Marco Mazzocchi durante la scalata al K2 (seconda parte)
Video: riprese di Marco Mazzocchi durante la scalata al K2 (terza parte)
Video: riprese di Marco Mazzocchi durante la scalata al K2 (quarta parte)
 
Vota Post:
>

Commenti

Una trasmissione che ho seguito e che mi ha veramente colpito!Purtroppo questa è la montagna...chi la ama ne è consapevole!condoglianze
di Matteo Tovagliari il 17 ottobre 2007 alle 1.09.05
 
da paura!!!! Complimenti a tutti ragazzi sieti fantastici mi avete fatto accapponare la pelle Ho appena finito di vedere la trasmissione su raidue giuro anche se era di molto tempo fa, ma lho seguito come se ero li con voi... Fantastico posso capire a pieno tutte le lacrime di tutti sono emozioni vere, semplici umane ma vere e in pochi a questo mondo capiscono cosa si prova, il gruppo tutti uniti fantastico Anke io nel mio piccolo sono un appassionato della montagna, sono anke uno speleologo, arrampichicchio su parete, e dopo che ho visto la vostra trasmissione le vostre foto filmati dal sito, VI POSSO DIRE CHE VI VOGLIO BENE.. SONO CON VOI CAZZO !!! CIAO A TUTTI.... BELLA MARCO ; - ) Daniele Conti conti[_]daniele@hoitmail.com
di Daniele Conti il 17 ottobre 2007 alle 1.15.41
 
Onore a Stefano... ha ceduto la vita per un grande sogno e ne è uscito vincitore!
di Luigi il 17 ottobre 2007 alle 1.28.44
 
Onore a Stefano... ha ceduto la vita per un grande sogno e ne è uscito vincitore!
di Luigi il 17 ottobre 2007 alle 1.29.05
 
....non ho parole!! ...veramente complimenti a tutti! Complimenti, ma tanti, veramente tanti complimenti agli scalatori!! ..e altrettanti complimenti a Mazzocchi a Tessarolo e a tutta la truppe che è andata fino a laggiù per farci arrivare fino a noi delle immagini così belle ed intense! Grazie a tutti per le fortissime emozioni che mi avete regalato! ...domani mattina ho la sveglia alle sei e mezzo, ma non sono riuscito a staccarmi dal televisore fino all'ultimo scondo della sigla di chiusura! Un abbraccio forte e un pensiero di affetto a Zavka...
di Antonio il 17 ottobre 2007 alle 1.30.35
 
RAGA DAVVERO SIETE GRANDI IO NON SONO UN GRANDE INTENDITORE DI ALPINISMO MA CREDETEMI SIETE RIUSCITI A SUCITARE IN ME INTERESSE ED AMMIRAZIONE PER VOI TUTTI E ANCHE UNA LACRIMUCCIA PER STEFANO CHE NON E' TORNATO GIU MA E' ARRIVATO LASSU'... DOVE OSANO NEMMENO LE AQUILE! DAVVERO GRANDI AVREI VOLUTO ESSERE CON VOI! STEFANO RIPOSA IN PACE IN MEZZO ALLE NEVI PERENNI DEL TUO ALTISSIMO SOGNO! AMUR
di AMUR LANGELA il 17 ottobre 2007 alle 1.53.05
 
Stupendo racconto ed in alcuni casi pieno di fascino.Alla fine mi sono commosso e scioccato dalla conclusione tragica"ammetto che questa notizia mi era sfuggita".Sono unito a voi nel dolore ma anche alla Vostra gioia x la conquista del K2.Appassionato di montagna"purtroppo"solo x sciare.Ma le Vostre imprese mi appassionano sin da piccolo........ appena potete scalate ancora......!
di Ivan il 17 ottobre 2007 alle 2.07.10
 
Ho visto solo i pochi minuti finali della trasmissione e non ho capito bene da subito che Zavka fosse davvero scomparso. Solo dopo aver fatto delle ricerche in rete mi sono reso conto di quel che era successo. Non sono un'appassionato di alpinismo e non correrei mai quei pericoli. Non posso però che rimanere affascinato da quei racconti. E' pazzesco pensare a quanto sia pericolosa quella montagna e a come sia facile farsi del male. Un abbraccio affettuoso alla la famiglia di Stefano Zavka. Piero.
di Piero il 17 ottobre 2007 alle 2.31.12
 
Avventura molto interessante,piena di fascino e mistero!!!Un grazie a tutti voi per il coraggio e l'emozioni che ci avete regalato...STEFANO SARAI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI!!!un immenso saluto a tutti!!
di giorgio il 17 ottobre 2007 alle 2.38.38
 
Scusatemi...ma a me è sembrato eccessivo trasmettere una cosa del genere..conosciamo bene i rischi dell'alpinismo e dopo una tale tragedia non era il caso di farci una trasmissione televisiva...mi dispiace ma all'eroismo non ci credo... SIMONA
di Simona il 17 ottobre 2007 alle 7.07.11
 
...è stata un'emozione continua dal primo all'ultimo minuto..Marco che in principio non mi piaceva come conduttore ora l'ho rivalutato, mi ha trasmesso la gioia e l'agoscia al momento stesso. La Montagna esige sempre rispetto e sfortunatamente richiede il suo peno ogni tanto. grande Stefano, guardaci da lassù ora che sei arriavato in vetta..(dovevano metterlo in prima serata un programma così)
di Simone il 17 ottobre 2007 alle 7.55.44
 
Marco e ragazzi della Rai che avete partecipato a questa spedizione siete dei Miti. Marco mi piace in generale e non da una settimana, perchè rivaluta nel suo campo la categoria dei giornalisti (ammetto di essere un "Grillino") in quanto ha trasmesso pure ed alterne emozioni. Con te anche noi persone normali siamo arrivati al campo base ed abbiamo capito la fatica e il pianto di quel traguardo, con te siamo stati 20 ore davanti alla radio in ansia per aspettare uno scroscio dalla vetta, con te, in un pianto silenzioso, genuino, tutto fuorchè stereotipo tv (nonostante l'evidente provenienza), abbiamo visto ritornare solo 3 grandi ragazzi. Grazie. Grazie. Grazie. P.S. Perchè c....o le grandi cose che solo la rai sa fare (SOLO la RAI), devono andare ad orari semindegni?
di Davide il 17 ottobre 2007 alle 8.24.39
 
salve, anch'io ho visto il docfilm ieri sera.. strabiliante.. stamattina mi sono orientato nel web per capire meglio come e cosa fosse successo. Dal sito la montagna.tv viene precisato in merito, che sopra la cima i ragazzi chiamavano casa, si collegavano al proprio sito ecc. tutti tranne il povero Stefano. Come mai, si chiedono nell'articolo, quest'ultimo era senza radio e lasciato solo.. troppe le domande... come al solito questo nel servizio di ieri non ci è stato detto ne tanto meno fatto vedere. La verità è celata.. per nn creare qualche scandalo??
di enzo il 17 ottobre 2007 alle 9.32.51
 
...davvero bellissima stupenda la scalata al K2 in presa diretta e tantissimi complimenti a Marco Mazzocchi per l'emozione che è riuscito a trasmettere. Sono rimasto davvero scioccato per Stefano, non me lo aspettavo, una tragedia immensa, mi sono commosso. Programmi cosi devono essere trasmessi in prima serata! altro che a mezzanotte! un saluto a tutti Marco
di Marco il 17 ottobre 2007 alle 9.35.12
 
GRAZIE!!!! è la sola parola che posso dire, l'emozione è stata grandissima ma l'orario pure! Grazie a Marco perchè ci ha trasmesso quello che la montagna a me non potrà mai dare (amo il mare) ma ho capito tanto... Grazie a Pietro , Mario , Michele per averci dato la vetta con tutte le emozioni possibili. GRAZIE a Stefano Zavka, perchè ci ha spinti a fare sempre di più se si ha passione. GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE !!!!
di Antonio il 17 ottobre 2007 alle 9.42.06
 
Complimenti per il servizio. Mi ha fatto conoscere una cosa che non sapevo e da appassionato di montagna l'ho trovato interessante e ben fatto. Sbaglia chi dice che non andava trasmesso. E' giusto fare tv con certi eventi e ricordare le persone. Peccato, però, l'averlo mandato a tarda sera e peccato l'aver taciuto molto, troppo. I contatti persi, il fatto che stefano non avesse la radio, o altre domande (vedi il sito montagna.tv) che restano ancora senza risposte. MA, sicuramente meglio queste imprese che mille "isole" di famosi...
di Federico il 17 ottobre 2007 alle 9.50.52
 
Io non sono un grande amante della montagna nè sopporto molto l'altezza, ma la scalata dei ragazzi è stata veramente emozionante e toccante. Alla notizia di Stefano non volevo crederci, mi ha sorpreso, scioccato e commosso. Grande programma da collocare a un'ora migliore. Un plauso a Marco Mazzocchi (...anche se romanista) che questa volta ha colpito nei sentimenti profondi. Un pensiero ha chi, er amore dell'avventura e ricercando i propri limiti, ha perso la via del ritorno trovando quella per la gloria. Ciao Stefano
di Massimo il 17 ottobre 2007 alle 9.57.21
 
Stanotte ho faticato a prendere sonno con mia moglie e mio figlio a fianco. Bello e struggente allo stesso modo. Desidero rivolgere il mio saluto a Stefano che ha perso la vita inseguendo e realizzando il suo sogno, e facendo le più sentite condoglianze alla sua famiglia. Non sono un alpinista sono un subacqueo ma quello che mi sono chiesto stanotte è stato se era veramente giusto tentare l'impresa per i due ritardatari Stefano e Mario visto che era veramente tardi e come mai si sono persi durante la discesa? Non si sarebbe dovuta affrontare insieme? Chiedo scusa in anticipo per la mia ignoranza in materia spero qualcuno possa rispondermi.
di Simone il 17 ottobre 2007 alle 10.15.10
 
Vermanente rade TV era dalla prima messa in onda dell VAJONT di Paolini che non mi appasionavo tanto ad una trasmissione televisiva. Grazie a TUTTI
di Marco il 17 ottobre 2007 alle 10.16.38
 
Ieri sera ho seguito con passione la seconda parte dell'impresa...e mi sono ritrovata a commuovermi e a soffrire e a gioire insieme agli alpinisti! E giuro che su quella vetta insieme a Daniele e agli altri c'ero anche io! Grazie delle emozioni trasmesse.... e un pensiero a quell'anima che e' rimasta lassu', nel silenzio della neve...
di Laura il 17 ottobre 2007 alle 10.17.59
 
Scusate, ma io mi permetto di sollevare una piccola polemica... Il programma è stato bellissimo, e gli alpinisti (e portatori) degli eroi... ma Mazzocchi... cosa c'entrava???? vederlo camminare (1° puntata) è stata una cosa agghiacciante... privo di un minimo di tecnica... senza neanche uno zainetto in spalla... e sconvolto come avesse fatto l'impresa del secolo! e poi arrogante nei confronti dei portatori!Ma dai!!!! ma che spirito è mai questo??? quello della montagna commerciale... che tanto odio! Questo era un'evento da far vedere in tv, perchè lo meritava, ma doveva essere commentato da un giornalista più adatto, meno da reality.
di ranger il 17 ottobre 2007 alle 10.24.47
 
MI AVETE TRASMESSO UN'EMOZIONE UNICA......due puntate incredibili, specialmente quella di ieri sera......non me l'aspettavo proprio ke sarebbe andata in quel modo.......anche io come tanti mi sono commossa......non riesco a trovare le parole.....due puntate seguite con una grande angoscia ma allo stesso tempo gioia ogni qual volta ke una base, anke con un'immane e straziante fatica, veniva raggiunta. Non appena i nostri 4 eroi avevano scalato la vetta della montagna perfetta speravo ke tutto sarebbe finalmente andato per il meglio....poi la comunicazione a marco e a claudio via radio.....il cuore aveva smesso di battere dal magone......un complimenti a tutti veramente per l'eroica esperienza da loro affrontata e vissuta......marco sei un grande!è questa la tua strada!stefano nel cuore..... Laura
di Lally il 17 ottobre 2007 alle 10.28.01
 
Ho visto la trasmissione...e mi chiedo perchè le cose più vere e belle come la vostra testimonianza debbano essere sbattute ad ore così assurde di programmazione...ieri sera e sono stato trasportato lì, non ho perso un secondo ed è stato un crescendo di emozioni... un grazie a tutti per quello che ci avete regalato e come sempre grande Marco Mazzocchi!!! Un pensiero a Stefano. Federico
di Federico il 17 ottobre 2007 alle 10.32.07
 
Ho seguito con tanta attenzione la trasmissione sia martedì scorso che ieri sera. Mi sono appassionato parecchio e stata una cosa emozionante per me che ero seduto sul divano...posso immaginire per chi ha preso parte attivamente alla scalata!!!! Quando però ho visto Stefano morire in quel modo mi sono fatto parecchie domande... Sento e leggo frasi come 'tentivo estremo di superare i limiti della propria fisicità...valore della determinazione immensa..' Penso invece che le persone che sono morte li sopra non sappiano e non si rendono conto di quanto sia preziosa la vita umana..un dono che probabilmente non sanno apprezzare...hanno una scarsa per non dire totale assenza di rispetto verso la vita..ci sono tante persone che muoiono per malattie gravi...loro (inteso chi è morto li sopra) scalano una montagna e sanno benissimo i pericoli e i rischi a cui vanno incontro. Ieri sera quando la trasmissione è finita sono andato a dormire..ero amareggiato e arrabbiato per tanta superficialità che le persone sempre più spesso dimostrano di avere verso la vita. Sono ovviamente consapevole che ognuno di noi è padrone della propria vita e ne dispone come meglio crede...però non ho potuto fare a meno di scrivere queste poche righe Scusate lo sfogo... Sergio
di Sergio il 17 ottobre 2007 alle 10.36.26
 
Anch'io mi unisco al coro di coloro che dicono che andava trasmesso in un orario migliore. La morte di Stefano alla fine mi ha lasciato sconvolto, non ne sapevo nulla. Credevo in un lieto fine. Così a prima vista verrebbe facile dire ma cavolo con le radio i gps tutte le diavolerie che hanno inventato oggi proprio senza niente doveva andare su, di questo non me ne capacito. Certamente l'istinto la bravura le conoscenze quelle sono il miglior aiuto nei casi di difficoltà ma l'imponderabile può accadere in ogni istante. Ed ancora forse era il caso di dare più spazio alla fine all'evento drammatico invece se ne è parlato solo pochi minuti, ci ha quasi lasciato con il dubbio che stefano fosse riuscito a tornare. Difatti la prima cosa che ho fatto stamattina è stata quella di accertarmene, e scopro che era una persona che aveva la montagna nel sangue, che fino alla fine ha inseguito i suoi sogni, che sarà ricordato per quello che era, non un eroe forse, ma un'uomo che ha dato tutto per sentirsi vivo.
di Ikio il 17 ottobre 2007 alle 10.54.23
 
Ragazzi, ho seguito le ultime 2 puntate della trasmissione e mi ha colpito tantissimo. Insieme a questa spedizione ve ne erano anche una russa una americana una coreana e da quello che ho capito oltre a Stefano hanno perso la vita un russo e alcuni coreani.... Onore a tutti e pace alle loro anime.... Però non capisco una cosa nel k2 ci sono tanti cadaveri sparsi per la neve e nessuno subito dopo la scomparsa ha mandato una squadra di soccorso o altro... Insomma le probabilità dopo una caduta sono pochissime ma almeno per onorare la salma....I corpi sono lasciati li...come quello che marco ha ritrovato nella spedizione...una cosa davero impressionante. Mi ha colpito la scomparsa di Stefano...era li che parlava ancora alla radio a poche centinaia di metri dal campo 4 (mi sembra)...mi sembrava che ormai non c'era più pericolo perchè la parte più difficile in verticale era passata, quindi una pendenza accessibile...Daniele aveva acceso le luci per segnalare il campo e stafano lo aveva visto......non capisco come sia potuto succedere. Davvero mi dispiace tantissimo e porgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici della spedizione e a tutti coloro al quale stava caro. Comunque la scalata è stata davvero affascinante e vorrei tanto che sarebbe riproposta in un'unica puntanta in prima serata.
di Giancarlo il 17 ottobre 2007 alle 10.57.33
 
incredibile....siete riusciti a tramettere delle emozioni fortissime...amo la montagna,da oggi ancora di più...sono arrivato stordito oggi al lavoro ma davvero ieri non si poteva abbandonare la tv come loro non hanno abbandonato a campo 4...e ancora su...onore a tutti lassù in cima...un saluto commosso per stefano
di emanuele il 17 ottobre 2007 alle 11.03.05
 
Caro Ranger , senza Mazzocchi non avresti visto un bel nulla !!! Marco è stato fantastico !! Senza tecnica e senza esperienza si è preso la responsabilità di andare a fare questo servizio molto impegnativo e toccante...Penso che questa esperienza lo abbia colpito molto e che gli resti indelebile per tutta la vita. Non ho visto nessuna arroganza da parte sua... bisogna provare caro mio e se te ne intendi di montagna (probabilmente poco) quando sei lassù non bisogna provare sentimenti ne avere incertezze !! Abbiamo provato tutti una forte emozione davanti allo schermo anche prima di sapere della scomparsa di Stefano.. Il servizio quindi è stato un gran successo perchè il fine era quello di mostrare le difficoltà e le emozioni che si provano in cima al mondo !! Ps. Non capisco perchè Mario ha lasciato Stefano da solo. Ciao Stefano sei un grande ...
di SIMONE il 17 ottobre 2007 alle 11.10.09
 
Rispetto per la montagna, per chi insegue un sogno e per chi per farlo, non trascura nulla e consapevolmete si confronta quotidianamente con i propri limiti........Rispetto per voi tutti e per Stefano!
di Alberto il 17 ottobre 2007 alle 11.11.20
 
Io ho letto molti libri di alpinismo estremo e c'è una regola ferrea che molti alpinisti seguono ovvero che arrivare in cima è facoltativo ma tornare a casa è obbligatorio. Io non posso dare giudizi perche non ne ho la competenza ma per esempio sull'Everest c'è un'ora limite per tornare idietro che sono le 16.00 del pomeriggio, a quell'ora dove sei non importa devi girarti e tornare indietro perche rischi di non tornare piu. Quando vedendo il documentario ho sentito che alle 18.30 erano ancora sulla vetta, pur non sapendo come sarebbe finito il documentario ho pensato speriamo bene....... Tornare al campo 4 sfiniti e col buio su placche di ghiaccio al 75[%] di pendenza deve essere un vero inferno e purtroppo credo che a quelle altitudini il cervello non funzioni al 100[%] altrimenti si farebbero scelte piu "conservative" e si tornerebbe a casa.. Un pensiero a Stefano...
di Alberto il 17 ottobre 2007 alle 11.18.27
 
Sono un appassionato della montagna e secondo me avete fatto una trasmissione veramente emozionante.Complimenti a Marco Mazzocchi e ai ragazzi del K2. Pultroppo il finale è stato drammatico, faccio le mie condoglianze alla famiglia di Stefano, un ragazzo che amava la montagna.
di davide il 17 ottobre 2007 alle 11.23.10
 
Ciao Ragazzi, complimenti ancora, sono rimasta incollata allo schermo nonostante la stanchezza e la tarda ora.... ma dal ritrovamento di quel corpo in mezzo alla neve, alla notizia dello sherpa caduto fino al non ritorno di Stefano continuavo a chiedermi: ma ne vale veramente la pena se poi si rischia di non tornare per condividere l'emozione con i propri cari? Claudio, hai fatto un gran lavoro da la sotto... nonostante le preoccupazioni e le difficoltà, non hai mai perso il controllo e sei sempre riuscito a tener alto il morale... Bravi tutti alla fine. Ma la vita è la vita e una vetta, a mio parere, non la merita. Ciao Stefano, buon viaggio.
di federica il 17 ottobre 2007 alle 11.24.38
 
Passione allo stato puro e un grande amore per la vita.. i grandi traguardi sono quelli più sofferti.. piango sorridendo..
di Andrea il 17 ottobre 2007 alle 11.31.22
 
fino alla fine del programma sono rimasto senza respirare, senza battere ciglio... siete dei grandi ragazzi,e mi riferisco a tutti coloro che sfidano i propri limite in prodezze del genere onore a stefano che c'ha lasciato nel modo (penso) che lui stesso avrebbe voluto... sei un grande marco, hai fatto un programma che la televisione nell'ultimo periodo non è solita fare. UN ABBRACCIO STEFANO!!!!!!!
di filippo il 17 ottobre 2007 alle 11.37.44
 
ESSENDO UN APPASSIONATO DI MONTAGNA, NON POTEVO PERDERMI QUESTA FANTASTICA AVVENTURA RACCONTATA DAL BRAVISSIMO MAZZOCCHI. MI E SEMBRATO QUASI DI ESSERE LA, IN PRIMA PERSONA, E VIVERE LE STESSE LORO EMOZIONI, LE STESSE LORO PAURE,LA STESSA LORO GIOIA. E PURTROPPO HO VISSUTO ANCHE LA TRISTEZZA X LA SCOMPARSA DI STEFANO ZAVKA, CHE MI HA LASCIATO DAVVERO SENZA FIATO. NON IMMAGINO LE SENSAZIONI DEI RAGAZZI CHE SONO SALITI LA CON STEFANO, MA SO CHE SARANNO COSE CHE NN POTRANNO MAI SCORDARE. GRAZIE RAGAZZI X QUESTO FANTSTICO VIAGGIO.
di antonio il 17 ottobre 2007 alle 11.41.14
 
Una tragedia... l'ennesima sul K2... sarebbe bello che queste testimonianze di vita, fosse possibile vederle anche ad orari normali... Ciao Stefano, ha realizzato il tuo sogno, sei restato per Sempre sulla Montagna.
di Bigio il 17 ottobre 2007 alle 12.02.25
 
ciao marco ! ieri sera quando sono tornato dall'allenamento di basket ero talmente stanco che mi sarei catapultato a letto ma il tempo di bere un bicchier d'acqua e fare zapping per 2 minuti che qualcosa mi ha "calamitato" alla tv......era da tempo che non provavo delle emozioni così forti.......grazie davvero!!! saluti francesco
di francesco il 17 ottobre 2007 alle 12.18.04
 
Impressionante mai visto una cosa simile! Che emozioni! Ho passato la notte a meditare!!!
di Riccardo il 17 ottobre 2007 alle 12.29.54
 
Un'avventura fantastica ma allo stesso tempo crudele. Mi sono addormentato con le ultime parole dette da Stefano. Stefano sempre nel cuore.
di Antonio il 17 ottobre 2007 alle 12.39.37
 
pur non essendo esperto di alpinismo mi sento di affermare che l'impresa è stata affrontata con molta superficialità: come si può ridiscendere da una cima del genere di notte? come si fa a separarsi da un comèpagno in quelle condizioni climatiche? il campo base non poteva imporre delle situazioni del tipo: ormai è troppo tardi per raggiungere la cima e farli tornare indietro? non potevano accamparsi ed attendere l'arrivo del giorno ed i soccorsi? per me la situazione, pper quanto pericolosa, poteva essere gestita in altra maniera: non si può morire cosi !!!!!!!!!!!!!
di gianni il 17 ottobre 2007 alle 12.42.21
 
Siete stati fantastici...anche se faccio un altro sport..so cosa significa avere degli obiettivi e portarli fino in fondo a tutti i costi...ho avuto i brividi e mi sono emozionato diverse volte...Stefano sei stato un grande hai lottato fino in fondo...purtroppo non ce l hai fatta...anche se non ho mai avuto l onore di conoscerti pregherò sempre per te...Marco Mazzocchi complimenti sei una persona vera e sincera..hai fatto una trasmissione incredibile..e la cosa che l ha contraddistinta da tutte le altre è che l hai fatta con il cuore..con l anima...COMPLIMENTI A TUTTI...avrei un immenso piacere poter parlare con qualcuno di voi...come posso fare?? Davide Pieragalli ho venti anni e sono di Perugia...
di Davide il 17 ottobre 2007 alle 12.51.44
 
Siete stati fantastici...anche se faccio un altro sport..so cosa significa avere degli obiettivi e portarli fino in fondo a tutti i costi...ho avuto i brividi e mi sono emozionato diverse volte...Stefano sei stato un grande hai lottato fino in fondo...purtroppo non ce l hai fatta...anche se non ho mai avuto l onore di conoscerti pregherò sempre per te...Marco Mazzocchi complimenti sei una persona vera e sincera..hai fatto una trasmissione incredibile..e la cosa che l ha contraddistinta da tutte le altre è che l hai fatta con il cuore..con l anima...COMPLIMENTI A TUTTI...avrei un immenso piacere poter parlare con qualcuno di voi...come posso fare?? Davide Pieragalli ho venti anni e sono di Perugia...
di Davide il 17 ottobre 2007 alle 12.51.49
 
Concordo con Gianni....Sempre secondo quando abbiamo visto dalle immagini televisive. Possibile che nell'era dei satelliti e dei gps si possa perdere qualcuno così? E i soccorsi? Certo le disgrazie quando succedono, succedono ma penso che la presenza della tv abbia spinto questi ragazzi oltre le loro possibilità. Personalmente me ne frego delle belle immagini e dell'emozione: quattro morti sono una sconfitta e il mio non è moralismo. Il rischio e l'avventura sono il sale della vita degli uomini da sempre ma tutto deve essere, per quanto possibile, calcolato e misurato da professionisti. Questa è la mia opinione sulla faccenda!
di davide il 17 ottobre 2007 alle 13.06.41
 
salve...mi complimento x l'incredibile reportage sulla conquista di 3 alpinisti su 5 del k2...sono rimasto sconvolto dal macabro finale.Cinicamente,il reportage è stato televisivamente parlando eccezionale ed è la prima volta che mi capita di non addormentermi al pensiero del povero stefano che non ha trovatoi la via del ritorno dalla vetta conquistata al campo 4.L'unica pecca è stata la mancanza di notizie sulla fine del ragazzo,però credo che ci siano altre puntate che spiegheranno.é la prima volta che apprezzo il tuo lavoro svolto caro mazzocchi.
di fabio il 17 ottobre 2007 alle 13.16.38
 
Grandissimo Mazzocchi ... onore ai tre alpinisti e a Stefano che non ce l'ha fatta....un docu-film da accapponare la pelle.....mi sembrava di essere lì al campo base con le ansie e le paure di mazzocchi...
di Matteo il 17 ottobre 2007 alle 13.24.55
 
Ragazzi, anche a me ha colpito molto l' impresa e la tragedia per come sono state raccontate nella trasmissione di Marco Mazzocchi.......ma andiamoci piano! Riflettete un attimo sulla sempre piu' presente necessita' della macchina televisiva di fare spettacolo a tutti i costi. La febbre del singolo di dover fare l' "impresa" con qualsiasi mezzo, perche' con i riflettori puntati non si puo' tornare indietro. Un altro esempio degli ultimi tempi e' il Train surfing. Non facciamo troppi complimenti ad una trasmissione del genere.....
di Giampi il 17 ottobre 2007 alle 13.30.42
 
Complimenti per essere riusciti a realizzare una trasmissione che sia stata in grado di trasmettere emozioni e patimenti da pelle d'oca. Guardavo con trepidante interesse,e nello stesso momento mi rendevo conto che quelle sono esattamente le emozioni che deve provare mia sorella quando fa le sue scalate! Guardavo e pensavo a quando Lei è lassù,su di un'altra montagna che assolutamente è da scalare..ora ho una visione più chiara(e fa anche più paura) ma è la Sua passione e nessuno può fermarla! A Lei e a tutti gli appassionati come lei, una grande dimostrazione di affetto e di stima per i loro valori come persone, e soprattutto come atleti! Un pensiero particolare ad Andrea(mio cognato) che sul Monte Bianco ha lasciato,insieme alla sua passione,purtroppo la Sua vita..... Paola
di Paola il 17 ottobre 2007 alle 13.40.51
 
Strepitosa tutta l'intera spedizione! Meraviglioso il film documentario anche se nella notte una sola domanda ricorre....M.Mazzocchi ha saputo ancora una volta emozionarci raccontandola. Grandi Imptrese grandi Emozioni Grandi Difficoltà...
di silvia il 17 ottobre 2007 alle 13.50.56
 
Due puntate veramente interessanti, con un finale drammatico. Questi filmati vanno visti e commentati nelle scuole ai rasgazzi va insegnato cos'è la passione ma anche il rispetto della natura adesso e troppo facile dire che i due ragazzi Stefano e Mario non dovevavo più tentare l'impresa i commenti a posteriori sono sempre inutili. Sentite Condoglianze ai famigliari di Stefano Savka .
di Lorenzo il 17 ottobre 2007 alle 13.55.35
 
Vi faccio i miei più grandi complimenti, per la spedizione, per la conquista della vetta e poi per le emozioni che con questo documentario siete riusciti a trasmettere. Stefano non lo conescevo è vero, ma da ieri sera è nel mio cuore, con tanto affetto e rispetto. Qualcuno parla di eroismo, secondo me non lo è, è passione e voglia di realizzare i propri sogni...Spero di avere nella mia vita un decimo del vostro coraggio, della vostra determinzione, della vostra intelligenza, della vostra pazienza e della vostra passione...
di Ilaria il 17 ottobre 2007 alle 14.04.58
 
Come si fa a dire che è stata una mera ostentazione d erosimo questo documentario?Anche se non sono mai stato un estimatore di Mazzocchi bisogna ammettere che ha condotto un lavoro ecezionale che,probabilmente,ha superato anche le aspettative di chi l'ha ideato nell'effetto che ha sortito sugli spettatori.Emozioni così forti è giusto trasmetterle,a prescindere dalla tragedia che purtroppo è accorsa innalzando ulteriormente il livello di pathos.Arricchisce costatare quanto forte possa essere una vera passioe e cosa possa portare a fare pur di assecondarla.Io non ho mai scalato neanche un cancello ma ho ugualmente compreso lacrime,abbracci di gioia e di dolore durante tutta la spedizione.Complimenti sinceri a tutti,e soprattutto,sentitissime condoglianze per la morte di Stefano Zavka.
di alessandro il 17 ottobre 2007 alle 14.33.00
 
E davvero triste assistere un programma di tale emozione ed intensita ad un cosi tarda !!! mi rendo conto, che i palinsesti debbano seguire logiche di ascolto, ma come e possibile che il pubblico sia cosi scadente?), ma chi e quel idiota che ha deciso di trasmettere un programma a mezzanotte!? VERGOGNATEVI. Stefano anche se non ti conoscevo ho sofferto per la tua scomparsa. vorrei avere un centesimo del tuo coraggio
di tonino il 17 ottobre 2007 alle 14.49.40
 
E davvero triste assistere un programma di tale emozione ed intensita ad un cosi tarda !!! mi rendo conto, che i palinsesti debbano seguire logiche di ascolto, ma come e possibile che il pubblico sia cosi scadente?), ma chi e quel idiota che ha deciso di trasmettere un programma a mezzanotte!? VERGOGNATEVI. Stefano anche se non ti conoscevo ho sofferto per la tua scomparsa. vorrei avere un centesimo del tuo coraggio
di tonino il 17 ottobre 2007 alle 14.49.42
 
E davvero triste assistere un programma di tale emozione ed intensita ad un cosi tarda !!! mi rendo conto, che i palinsesti debbano seguire logiche di ascolto, ma come e possibile che il pubblico sia cosi scadente?), ma chi e quel idiota che ha deciso di trasmettere un programma a mezzanotte!? VERGOGNATEVI. Stefano anche se non ti conoscevo ho sofferto per la tua scomparsa. vorrei avere un centesimo del tuo coraggio
di tonino il 17 ottobre 2007 alle 14.49.43
 
E davvero triste assistere un programma di tale emozione ed intensita ad un cosi tarda !!! mi rendo conto, che i palinsesti debbano seguire logiche di ascolto, ma come e possibile che il pubblico sia cosi scadente?), ma chi e quel idiota che ha deciso di trasmettere un programma a mezzanotte!? VERGOGNATEVI. Stefano anche se non ti conoscevo ho sofferto per la tua scomparsa. vorrei avere un centesimo del tuo coraggio
di tonino il 17 ottobre 2007 alle 14.49.45
 
Grazie a tutti per le emozioni che mi avete fatto provare. Complimenti a Marco Mazzocchi per il notevolissimo lavoro. Ne ho vissute, viste e lette sulla montagna ma questo documentario è semplicemente fantastico. A tutti coloro che non capiscono come sia facile morire sopra i 7000 metri suggerisco di leggere 'Aria sottile' di Jon Krakauer. Invece per coloro che non capiscono come mai ci si vada non ho nulla da dire. Un saluto e una preghiera per Stefano.
di Luca il 17 ottobre 2007 alle 14.51.19
 
Rispondendo a gianni... Se non ricordo male dal campo base tentavano di mettersi in contatto con Mario e Stefano, ma hanno avuto sempre molte difficoltà (tant'è che erano gli americani, per un po' di tempo a informarli di quello che stavano facendo). I due italiani hanno poi raggiunto la vetta alle 18:30 (orario assurdo), si sono collegati con il campo base e solo Mario è riuscito a raggiungere il campo 4. A tal proposito mi ricordo del libro "Aria Sottile" che si ambientava sull'Everest e che narrava di una storia vera. L'orario obbligatorio per il ritorno era le 16:00. In questo caso i due ragazzi di Mountain Freedom non hanno avuto la forza di dire no e hanno voluto continuare. Per quanto riguarda i soccorsi non è semplice organizzarli. Nessuno delle spedizioni sarebbe stato in grado di salire a cercare Stefano (stanchezza, neve...) e a quelle altitudini il corpo umano può resistere una notte al massimo... Purtroppo quando un alpinista si perde, tutto è nelle sue mani e non può aspettarsi l'aiuto di nessuno. Un abbraccio affettuoso e sincero ai famigliari di Stefano Zavka, un grande alpinista al quale purtroppo è venuta meno la lucidità quando sarebbe dovuto scendere invece che salire. Un complimenti a tutto il team, agli alpinisti, alla RAI e a Mazzocchi che ci ha fatto vivere queste intense emozioni.
di François il 17 ottobre 2007 alle 15.01.33
 
Rispondendo a gianni... Se non ricordo male dal campo base tentavano di mettersi in contatto con Mario e Stefano, ma hanno avuto sempre molte difficoltà (tant'è che erano gli americani, per un po' di tempo a informarli di quello che stavano facendo). I due italiani hanno poi raggiunto la vetta alle 18:30 (orario assurdo), si sono collegati con il campo base e solo Mario è riuscito a raggiungere il campo 4. A tal proposito mi ricordo del libro "Aria Sottile" che si ambientava sull'Everest e che narrava di una storia vera. L'orario obbligatorio per il ritorno era le 16:00. In questo caso i due ragazzi di Mountain Freedom non hanno avuto la forza di dire no e hanno voluto continuare. Per quanto riguarda i soccorsi non è semplice organizzarli. Nessuno delle spedizioni sarebbe stato in grado di salire a cercare Stefano (stanchezza, neve...) e a quelle altitudini il corpo umano può resistere una notte al massimo... Purtroppo quando un alpinista si perde, tutto è nelle sue mani e non può aspettarsi l'aiuto di nessuno. Un abbraccio affettuoso e sincero ai famigliari di Stefano Zavka, un grande alpinista al quale purtroppo è venuta meno la lucidità quando sarebbe dovuto scendere invece che salire. Un complimenti a tutto il team, agli alpinisti, alla RAI e a Mazzocchi che ci ha fatto vivere queste intense emozioni.
di François il 17 ottobre 2007 alle 15.01.33
 
Non sono un esperto ma credo proprio che in quelle scalate come in tante altre anche meno difficili, missioni di soccorso siano impossibili. Il fatto che i due si siano separati non è così anomalo in quel tipo di impresa. Concordo con molti che vedono invece anomalie nel fatto che stefano fosse apparentemente senza radio o gps, forse erano rotti o scarichi... Ragazzi però è anche vero che parliamo di ESTREMO e che chi lo affronta non lo fa MAI con leggerezza e senza conoscere i RISCHI MORTALI che ci sono dietro l'angolo. Ricordo ai democratici e scandalizzati che è morto anche un portatore sherpa di cui nessuno nel blog parla (destino degli sherpa????). So anche che il motto di questa grande gente non è "chi te lo fa fare? rischi di morire!" ma piuttosto "lo devo fare! se no rischio di morire!". Scusate prima di giudicare questo rischio stando sulla poltrona, ricordiamoci anche che ognuno di noi ha rischiato la propria vita e quella del prossimo più volte, per esempio in auto... chi non ha mai superato i limiti di velocità???
di Davide il 17 ottobre 2007 alle 15.14.32
 
mamma mia,mamma mia ,mamma mia, un documantario straordinario una cosa indescrivibile, vi giuro che alla fine della trasmissione sono stato seduto per piu di mezz ora a fermi passare tutte quelle immaggini per la testa,che il mitico marco mazzocchi,e tutti gli altri italiani scalatori che erano con lui, manno fatto assistere con quel splendito documantario, complimenti veremente a tutti voi per questa inpresa favolosa,che secondo me viverla dal vero sul posto ti lasciera a bocca aperta, grandi,grandi,grandi,magnifici,complimenti davvero. ONORE A STEFANO LALPINISTA SCONPARSSO,
di DANIELE il 17 ottobre 2007 alle 15.29.37
 
EMOZIONANTISSIMO DOCUMENTARIO CHE CI MOSTRA LA BELLEZZA E LA FORZA DELLA NATURA!! AVREI VOLUTO REGISTRARLO PER RIVEDERLO ALTRE VOLTE E PER MOSTRARLO AL MIO RAGAZZO CHE NON L'HA VISTO, LO REPLICHERETE VEROOOO??? VI PREGOOOO....
di Romina il 17 ottobre 2007 alle 15.32.36
 
Se a qualcuno interessa http://www.mountainfreedom.it/main/k2freedom/ il sito della spedizione ciao
di marco il 17 ottobre 2007 alle 15.47.09
 
Voglio rivolgere a tutti coloro che hanno realizzato questo reportage-documentario i miei più sinceri complimenti!!!E' stato davvero come vivere in prima persona tutte le emozioni che solo le grandi imprese possono dare.Concordo con tutti che un lavoro eccezionale come questo meritasse una visibilità maggiore.Voglio rispondere infine a chi si meraviglia della scomparsa di Stefano criticando i mancati soccorsi ecc. La scalata del K2 è un'impresa estrema e come tale non esistono elicotteri o altri mezzi di soccorso, chi conosce la storia delle conquiste dell'Everest e di altre vette oltre gli 8000 sa che in quelle circostanze ogni minimo errore si paga carissimo, ed in questo caso il voler raggiungere la vetta nonostante l'ora tarda è stato un errore. Purtroppo però a certe altitudini il cervello a volte sragiona e anche prendere una decisione apparentemente facile come rinunciare alla vetta può risultare difficilissimo. Un pensiero speciale a Stefano, che nella tragedia, è riuscito però a coronare il suo sogno.
di Andrea il 17 ottobre 2007 alle 16.02.42
 
emozionante e tragico... sono rimasta molto colpita dal documento di questa spedizione e dal suo esito, esaltante e triste, purtroppo, allo stesso tempo. Un abbraccio virtuale ai famigliari di Stefano Zavka, come amante della montagna e dell'alpinismo, come essere umano il suo destino mi ha sconvolta... ha realizzato un suo grande sogno, spero non abbia sofferto troppo... Ma chiedo ai commentatori più esperti di me: veramente non è possibile recuperare un disperso in quelle condizioni?
di Olympia il 17 ottobre 2007 alle 16.03.04
 
dire emozzionato e poco mi sono immedesimato tanto che sognavo di essere li con voi ,avete fatto una cosa eccezionale ,da piangere ,mi dispiae tanto per stefano che dopo essere arrivato in cima per pochi metri non c'e l'ha fatta a tornare al campo4 ed ci ha lasciato la pelle,cmq resta un grande alpinista e un grande uomo che penso che restera' nella storia del k2 ,ringrazio anche la rai con mazzorchi che sono stati grandi davvero ,e spero che queste puntate possano essere trasmessa in orari piu'consoni per tutti ,per far capire alle persone che mentre noi ci lamentiamo di tutto avendo il tutto ci sono persone che con la loro fatica e amore vanno a rischiare la vita per dare un'importanza alla loro vita, e far capire che la vita non e' solo soldi e bella vita .
di GIOVANNI il 17 ottobre 2007 alle 16.07.34
 
Bellissimo programma. emozionante! Complimenti veramente a Marco! Pietro Biella.
di Pietro il 17 ottobre 2007 alle 16.18.50
 
Della disorganizzazione ho gia' espresso il mio parere, ma, pur rispettando le opinioni altrui, mi meraviglio degli apprezzamenti alla trasmissione la cui tragicità è stata sicuramente la motivazione principale della messa in onda. Ma occorre anche ammettere che l'informazione che viene propinata a qualunque ora e da tutte le reti si basa su avvenimenti tragici. Peccato essere arrivati a questo punto !!!!!
di gianni il 17 ottobre 2007 alle 16.57.51
 
Salve, ho seguito molto questo programma serale del martedì, e volevo sapere, anche se non lo conosco, che fine ha fatt Stefano, è morto o ce l'ha fatta? Quasi non c'ho dormito la notte con questo pensiero. Grazie anticipatamente
di Mariaconcetta il 17 ottobre 2007 alle 17.26.02
 
ciao a tutti,io abito in calabria e la cima su cui sono arrivato io è montalto in aspromonte 1978mt,sembra una cavolata ma è davvero una grande emozione vedere tutto sotto di te,toccare il cielo,con questo voglio dire che per quanto le disgrazie succedono è assurdo andare a rischiare la vita,si possono provare bellissime emozioni senza rischiare la propria vita,se c'era un limite per raggiungere la cima,andava rispettato,è incredibile che nessuno abbia fermato stefano ed il compagno che poi tra l'altro l'ha pure abbandonato,ma come si fa...ormai è successo ma aprite gl'occhi c'è qlcs che nn va in tutto quello che è successo,tecnologia,amicizia,intelligenza,esperienza,tv,niente di tutto ciò è riuscito a salvare una vita,che tristezza!
di emanuele il 17 ottobre 2007 alle 17.28.24
 
Se non ci fosse stata la TV presente a documentare un successo o una sconfitta che "marchiano", i ragazzi italiani sarebbero stati più tranquilli e con serenità non sarebbero saliti sulla cima del K2, dico K2, alle 18.30 con il buio e la perturbazione in arrivo.... poi si muore anche cadendo dal divano di casa, ma la TV sembra essere diventata l'unica testimone della nostra attuale esistenza, per essa s'è disposti a fare qualunque cosa: esempi in tal senso non mancano.... Rinunciare alla vetta del K2 per non mettere a repentaglio la vita non è una sconfitta!!! Non va bene così, cari televisionisti.
di andrea il 17 ottobre 2007 alle 17.29.28
 
per maria concetta,purtroppo stefano è morto,ha raggiunto la vetta alle 18:30 e poi anche se erano in 2,lui non ce l'ha fatta a rientrare al campo...non ha trovato la strada,così c'hanno fatto capire!
di emanuele il 17 ottobre 2007 alle 17.31.22
 
Ebbene essere chiari nel dire che non c'era possibilità di soccorso per Stefano perche dal campo base alla vetta ci si mettono 2/3 giorni con salite da un campo all'altro che durano 10/12 ore. Chi ha seguito il documentario avra in mente che i nostri alpinisti sono partiti alle 3 di notte ed il primo è arrivato in cima alle 16.00 ovvero 13 ore per passare dal campo 4 alla vetta, ovvero da 7900 a 8611 metri e per chi non lo sapesse un elicottero fa fatica ad arrivare a 5000 metri d'altezza. A quelle altezze ci sei solo tu ed i tuoi sfiniti compagni, nessuno ti puo aiutare, tantevvero che i corpi dei morti sono sparsi dappertutto perche non si ha la forza di trascinarli a valle.
di Alberto il 17 ottobre 2007 alle 17.33.35
 
Dopo il grande sogno-incubo K2 non son riuscito a chiudere gli occhi, che emozione. Grazie di cuore a tutti, Marco grazie. Un po meno alla RAI per l'orario indegno... Che fatica salire su e poi scendere, quanto visto rende ancor più eccezionale la scalata italiana del '54, fatta con mezzi evidentemente più rudimentali, 9 campi invece che 4, con Bonatti che passa la notte all'aperto a 8100 metri... immenso Diamo più spazio alle emozioni vere e non alle pagliacciate tipo mariadefilippi/brunovespa/mentana. Grazie ancora, Stefano un eroe
di CARLO il 17 ottobre 2007 alle 17.37.59
 
Andrea non sono d'accordo con te, chi cerca di salire il K2 se ne frega della TV, come ben sai Michele ha rinunciato perchè proprio non ce la faceva. Stefano 3 anni prima era arrivato vicinissimo, ritrovarsi 3 anni dopo nella stessa situazione, cioè a un passo dal sogno, e rinunciare nuovamente non è facile. L'alpinismo è uno sport diverso dagli altri, non è sotto i riflettori, secondo te se Senna o altri morti di formula 1 non avessero avuto la TV avrebbero tolto il piede dall'acceleratore? E' la passione che spinge la gente a rischiare la vita. Tv o meno
di CARLO il 17 ottobre 2007 alle 17.46.45
 
Per Emanuele Anche io sono calabrese dalla provincia di Cz, e l'unica vetta che ho salito è una di circa 2000 m dalle parti della Sila. E devo dire che è una sensazione straordinaria vedere quanto è piccolo il "mondo" visto da lassù. Ci ho pensato molte volte di scalare il K2 ma anche l'Everest, però vedendo la fatica che si fa e poi non sai se ritorni a valle, non credo che lo farò.
di Mariaconcetta il 17 ottobre 2007 alle 17.53.13
 
Per piacere, nel commentare i video, evitate di formulare opinioni su Stefano. Quello che avrebbe dovuto fare non spetta a nessuno, dico nessuno, stabilirlo. Oltre ai soliti compagni di scalata, ci sono amici, familiari e persone in genere che non sopportano sentir delineare congetture su una persona ben diversa dall'immaginario che il piccolo video partorisce o espelle. Da quanto leggo, nessuno conosceva bene Stefano o per lo meno, nessuno lo conosceva nel profondo del suo essere, posso dire che non amava l'esibizionismo, ne' azzardava decisioni estreme. Ma si sa, lui è morto nel peggiore dei modi e la storia la raccontano i vivi.
di carlo il 17 ottobre 2007 alle 17.54.08
 
Complimenti! Un programma di emozioni forti; ho seguito il documento con passione dall'inizio, il tragico epilogo non cambia il fatto che sono rimasto incollato alla tv ed ho vissuto con intensità ogni momento. Ho rivalutato anche Mazzocchi!!!!!
di cristiano tabarini il 17 ottobre 2007 alle 18.04.59
 
Caro Carlo, ero a imola quel maledetto week del 1 maggio dove morì il mitico Ayrton ed un altro pilota, mi sento di dire che loro erano abituati alla tv da sempre e non avrebbero mai rischiato la vita per essa, cosa diversa è l'alpinismo, snobbato sempre dal grande circo mediatico. Proprio per questo penso che la presenza televisiva abbia portato questi ragazzi a fare di più di quello che in altre condizioni non avrebbero fatto, ripeto, cima alle 18.30 e perturbazione in arrivo, radio che funziona male e niente gps....un rischio troppo grosso se s'è dei professionisti. Il k2 è sempre lì, ci sarebbero state altre occasioni per sconfiggerlo, adesso invece per quel ragazzo è finito tutto come per altri tre! Tutto qui. Ma questa è solo la mia opinione. Ciao
di andrea il 17 ottobre 2007 alle 18.05.56
 
Un quarto delle persone che hanno tentato la scalata del K2 sono morti, con o senza televisione. Solo pochi eventi - visti in TV - mi hanno emozionato così...
di benedetto il 17 ottobre 2007 alle 19.02.59
 
Grazie Marco per avermi fatto emozionare come da tempo non mi emozionavo davanti ad una TV scialba e idiota... grande onore ai quattro alpinisti italiani... mi è molto dispiaciuto per Stefano - non avevo seguito la vicenda quest'estate e non sapevo fosse finta così -, ma è bello sapere che ancora ci sono uomini che vivono per sognare e che accettano di morire dopo aver coronato il proprio sogno!!!
di valerio il 17 ottobre 2007 alle 19.03.00
 
Troppi moralismi, troppi moralisti!!! Basta ragazzi, "Quot homines tot sententiae" ebbe a dire un certo Terenzio, nessuno di coloro che processano sa che cosa vuol dire una spedizione sul K2 e tutte le difficoltà che là si possono incontrare. Chi non sa stia zitto, please. Trasmissione molto valida. Onore a Stefano che ce l'ha fatta!!! (sempre con noi).
di Mirko il 17 ottobre 2007 alle 19.03.33
 
ieri sera dopo una settimana di attesa mi incollo alla TV per guardare la seconda parte della trasmissione...non sapevo nulla di Stefano...ho seguito tutto con una tensione incredibile, quasi come ci fossi io lì in cima..poi purtroppo la fine tragica di Stefano...è stato un colpo per me , non ci credevo , pensavo che tutto finisse bene...La Tv a volte ti fa credere che fosse tutta una finzione una specie di finale per incollare piu gente possibile davanti gli schermi...ed invece tutto vero! Io credo che sia stato giusto mandare in onda la trasmissione, per un semplice motivo : lo si doveva fare per onorare Stefano che comunque ce la fatta!!! Checco74 da Bari.
di checco74 il 17 ottobre 2007 alle 19.22.28
 
purtroppo non ho visto la 2^ parte del DOC K2 IL SOGNO L'INCUBO, qualcuno potrebbe aiutarmi a recuperare il filmato? sono disponibile eventualmente ad contribuire con le spese di spedizione. grazie
di Franco il 17 ottobre 2007 alle 19.30.47
 
s
di alessandro il 17 ottobre 2007 alle 19.34.07
 
sapete se faranno una replica di k2 il sogno l'incubo? su satellite,on line o altro,anche in edicola o qualsiasi altro supporto. siamo un gruppo di colleghi che vuole vedrlo e non l'ha registrato,trovandolo fenomenale.
di ennio il 17 ottobre 2007 alle 21.16.49
 
Bel documentario, peccato che mancano alcune parti che reputo importanti riguardo alla discesa di Vielmo e Stefano..conosco benissimo la situazione(Stefano era mio amico) ma credo che la verita' non si conoscera' mai!! Vielmo aveva comunicato al campo base che Stefano era dietro di lui, ma possibile che nessuno si e' accorto che Stefano nn era rientrato? potrei portare altri interrogativi ma creerei soltanto altre polemiche...MEDITATE GENTE!!!
di Andrea il 17 ottobre 2007 alle 21.52.22
 
C'e' gente che vive senza mai sognare e altri che per raggiungere un sogno sono disposti a donare anche la vita. Stefano di tutto questo, ne era consapevole. I genitori, parenti ed amici tutti, sappiano che questo sogno, Stefano lo ha raggiunto e a nulla al mondo si sarebbe mai fermato difronte a queste avversita' che prima o poi potevano attraversare il suo cammino. Tutto questo, faceva parte del suo essere, del suo modo di vivere e chi va per montagna lo puo' capire piu' di qualcun altro. grazie
di gianni46 il 17 ottobre 2007 alle 22.02.56
 
Ho letto diversi commenti in cerca di ritrovarmi nell'opinione di qualcuno. Anche io ho visto ieri sera il reportage sul K2. Anch'io non sapevo del dramma accaduto e ne sono rimasta sconvolta. Oggi ho cercato su internet, articoli, notizie per capire. Mi dispiace davvero per Stefano, con tutto il cuore, anche se non lo conoscevo. Allora si può pensare in due modi. Cercare di calarsi nella mentalità di un appassionato che farebbe di tutto per realizzare il suo sogno e pensare che grandi imprese costano grandi sacrifici; pensare che in quelle situazioni estreme vige uno spirito di sopravvivenza che è di fatto un egoismo naturale e che purtroppo certe scelte sono fatte perchè è giusto così. Però c'è una parte umana, quella che piange per la scomparsa di un essere umano, che ribatte....non poteva il capo spedizione fargli capire che stanco com'era, non era il caso che continuasse a salire? Se Mario già era al limite (e credo abbia rischiato abbastanza la sua vita) lui era fuori limite, più indietro, più stanco. Credo sia già un miracolo che Mario sia arrivato al C4. Capisco che lui nelle sue condizioni non è riuscito ad aiutarlo e non riesco ad immaginare come possa sentirsi dopo quel che è successo. Però questi errori si pagano troppo cari. Non si lascia da solo una persona senza radio. Non mi farei lasciare solo se so di non poter chiedere aiuto se ho bisogno. Credo che chiunque abbia difficoltà a spiegare cos'è il senso della vita. Ognuno si dà una sua ragione di vita. Le passioni, anche quelle brucianti, riempono la vita di senso, di emozioni, di colori incredibili. Ma se ti divorano lasciano anche vuoto, disperazione, disorientamento. La ragione direbbe che ogni uomo dovrebbe imparare a riconoscere i propri limiti, almeno se ti interessa continuare a vivere e progredire. Se invece il tuo obiettivo è superare il limite personale...allora si può accettare di morire per un sogno, immolare la propria vita ad una montagna, lasciare nella disperazione amici, cari, compagni e sconcertati chi come molti qui non sanno darsi le risposte giuste. Addio Stefano. Spero che, anche se non perfetto, questo fosse quello che hai voluto con tutto te stesso. Con affetto e dispiacere immenso. Laura
di Laura il 17 ottobre 2007 alle 23.07.46
 
Per favore non diamo giudizi senza sapere... Stefano da quel poco che so io era un alpinista esperto e doveva pur conoscere i propri limiti... non posso credere che la presenza dell tv abbia potuto farlo decidere di continuare oltre le sue forze. Non credo che siano queste le cose che motivano un alpinista, un uomo intelligente e sveglio...come penso fosse Stefano. L'alpinismo, l'ascesa agli 8000 non è il Grande Fratello, l'isola dei famosi. Immagino che ognuno dei partecipanti alla spedizione si sia preso le proprie responsabilità, e che si parli prima di partire per queste di come fare in caso di emergenze, se lasciare soli o meno i compagni ecc... immagino anche che ogni partecipante alla spedizione siporterà per sempre appresso la tragedia di Stefano. Per favore, non diamo giudizi su una situazione che non conosciamo e su una persona che non c'è più e che credo avesse ben presenti i rischi di questo meraviglioso "mestiere".
di Olympia il 17 ottobre 2007 alle 23.44.30
 
ho appena finito di guardare la registrazione della seconda parte di K2 , ho pianto , la passione ti porta al limite delle tue possibilita' e quando ce la fai ti senti invincibile e Stefano con gli altri ne era conscio, grandi tutti , grande Stefano quando saro' sulle dolomiti in bicicletta guardero' in alto le vette e come per i miei cari mandero' un bacio anche per te ciao.
di gian carlo il 17 ottobre 2007 alle 23.45.00
 
Da alpinista dilettante non ho potuto far altro che apprezzare il documentario, che mostra tutta la difficoltà di un'impresa di questa portata. Posso solo immaginare la smisurata forza di volontà e la minuziosa preparazione dei ragazzi. Un pensiero speciale a Stefano che si è spinto oltre ogni limite per raggiungere un traguardo, che l'anno prima aveva solo sfiorato, pagando per questo il prezzo più alto. Mi piace pensare che in cima alla montagna più diffile, Stefano abbia sfiorato il cielo... Ovviemante ci sono molti interrogativi sull'accaduto, ma chi và in montagna sa che ci sono dei rischi e che vette di tali altezze li aumentano esponenzialmente. A tutti coloro che non capiscono perchè un uomo debba rischiare tanto e talvolta morire per scalare una vette, vorrei ricordare le parole di Hillary, il primo uomo a conquistare l'Everest. Alla domanda sul perchè rischiare così tanto egli rispose semplicemente: " Perchè sta lì! ". ù Ciao Stefano
di Ludo il 18 ottobre 2007 alle 0.28.40
 
Ok, via moralismi inutili, enfatismi sugli eroi ma soprattutto onore e rispetto nei confronti di Stefrano. Tuttavia i fatti che abbiamo visto qualcuno deve spiegarceli, magari un professionista dell'alpinismo, allora: condizioni fisiche devastate; cima K2 alle ore 18,30; perturbazione climatica in arrivo; due radio in quattro persone significa che bisogna andare in coppia? Un ragazzo s'è salvato perchè ce l'aveva ed ha potuto chiedere dov' era il il campo, ma Stefano non aveva la radio, era solo e non poteva chiamare nessuno. Succede così? Deve essere così? Non venite a dire cazzate che l'alpinismo ha queste regole! Attendiamo risposte da qualcuno che se ne intende. Grazie!
di aida il 18 ottobre 2007 alle 9.31.06
 
Ho letto post in cui si accusa gli alpinisti di avere poco rispetto della propria vita. A mio modo di vedere sono proprio loro che hanno un alto rispetto per la vita dato che utilizzano ogni loro istante per vedere le bellezze del ns pianeta e per mettere alla prova il loro corpo tramite le difficoltà di questa passione. Le persone ubriache o sono l'effetto delle droghe che si mettono alla guida delle proprie auto e distruggono sia la propria che l'altrui vita, quelle sono persone che non hanno rispetto della vita umana.
di Alessandro il 18 ottobre 2007 alle 9.56.30
 
Stefano era solo, in difficoltà fisica, sotto la tormenta e senza radio, dopo avere raggiunto la cima del K2 allev 18.30... Questi sono i fatti che abbiamo visto in Tv e che ci hanno lasciato una valanga di dubbi. C'è un professionista dell'alpinismo che ci può spiegare senza fare demagogia, moralismi o inutili enfatizzazioni, se l'alpinismo estremo deve essere fatto cosi, tutto lasciato al caso e si salvi chi può? Chi aveva la radio è vivo perchè ha chiesto aiuto! Onore e rispetto a Stefano
di aida il 18 ottobre 2007 alle 10.03.33
 
Trasmissione vera, un pezzo di vera vita e di vero alpinismo; come molti altri non sono riuscito a staccarmi dalla poltrona. Ho provato vere emozioni e vera tristezza per quello che è successo e soprattutto ho pensato alla solitudine ed alla consapevolezza di Stefano, che forse la morte lo stava aspettando lì sul quel crepaccio. Un pensiero ed una preghiera per la famiglia
di oscar il 18 ottobre 2007 alle 10.17.39
 
E' incredibile come davanti ad un documentario simile,si riesca a far polemiche,a discutere il perchè ed il per come dei soccorsi,dei non soccorsi,delle radio,dei gps...Ma avete provato ad immaginare cosa dev'essere per questi alpinisti misurarsi in imprese simili? Contando solo ed esclusivamente sulle proprie forze,sui propri limiti. Non pensate sappiano benissimo a cosa vanno incontro?I rischi che corrono? Ma la passione è più forte..di tutto e di tutti! Vi parlo così xchè ho una sorella che vive della sua passione di alpinista,e che ad ogni spedizione,ad ogni vetta raggiunta neanche riesce a parole ad esprimere quel che prova...non si può! Ha perso suo marito 6 anni fa in un crepaccio; ha perso un amico e compagno di tante spedizioni,quest'estate sulla cima Himalayana del Dhaulagiri mt 8.167 a pochi metri dalla vetta,anche lui non è stato possibile portarlo a casa,NON SI PUO' portarli a casa,i mezzi di soccorso NON arrivano ad 8000 mt, e per i compagni non è possibile portarli a casa.Così rimangono lì...tra quelle cime,quelle montagne che tanto hanno amato..,ed a te rimane la "consolazione" che sono esattamente dove vorrebbero essere...per sempre! Nonostante tutto questo,lei non si ferma..non si può fermare! L'amore ed il rispetto per la montagna è più forte...e non crediate che per chi rimane a casa non sia trepidazione ogni giorno della spedizione! Ma è così..anche questo è amarli! Ma non sta certo a noi giudicare..potesse,ognuno di noi, avere una piccola parte di tutto quel coraggio e di quella forza dentro che hanno loro, forse ci renderebbe migliori... Paola
di Paola il 18 ottobre 2007 alle 11.05.54
 
Sono d'accordo con AIDA, di fronte a questa videocronaca di una tragedia ci vorrebbe un professionista di alpinismo per chiarire tutti dubbi. Non vorrei essere nei panni di MARCO (compagno di STEFANO). Se fossi stato il capo organizzativo di tutta la spedizione al posto del Signor MAZZOCCHI, fisicamente non preparato, avrei ingaggiato un vero professionista della montagna il quale sarebbe sicuramente stato all'altezza della situazione e, forse, avrebbe evitato di trasformare una impresa in una tragedia. Quindi cerchiamo di evitare di fare tutti questi complimenti ed elogi ad un film-documentario basato, secondo la mia opinione, sul risparmio di uomini (non esterti) e mezzi (in particolare radio trasmittenti).
di gianni il 18 ottobre 2007 alle 11.19.58
 
Polemiche un cazzo, uno è morto perchè non aveva la radio e l'altro è vivo perchè ce l'aveva e l'ha usata quando gli serviva, eccome che l'ha usata! Gli hanno acceso anche le luci del campo base.... o no? Tutto qui, questo non è accettabile nel 2007, con tutto il rispetto per i morti, le loro passioni, l'amore e il dolore dei parenti rimasti. Si possono dire queste cose, visto che il programma televisivo l'abbiamo visto o commentare è solo una prerogativa degli addetti ai lavori perchè tanto gli altri non capiscono niente della vita, delle passioni e del coraggio?
di Ugo il 18 ottobre 2007 alle 11.33.40
 
Caro Marco voglio confermarti tutta la mia stima dopo aver visto questo documentario. Sei un bravo giornalista e sai comunicare con sincerità e immediatezza. Ti seguo dalla tua prima moviola, e quella sera ho detto a mio marito:"Questo farà strada..." Continua così, come giornalista intendo, non come intrattenitore. Sei più vero. Per quanto riguarda la montagna fatta a quei livelli non sono un'intenditrice sul campo, faccio solo lunghe escursioni. Ho letto molti libri che raccontavano in prima persona di queste imprese e mi sono arrabbiata anch'io come molti che hanno scritto qui...ma vedere è stata tutta un'altra cosa. Vedere la fatica, ma con tanta determinazione. Capire che le scelte fatte lassù effettivamente non possono essere quelle che si potrebbero fare in una semplice escursione in montagna. Tutti loro hanno fatto del loro meglio. Anche Stefano. Una radio per chiedere aiuto non ti salva la vita lassù...non in quelle condizioni, quando ognuno riesce a malapena a salvare sè stesso. Faciamo tutti i giorni delle scelte nel nostro piccolo vivere quotidiano. Chi è andato lassù ha fatto una grande scelta, consapevole. Possiamo solo ammirarlo per questo. Un grazie anche a lui che ci ha fatto capire che vale sempre la pena di vivere e morire per quello in cui si crede fortemente. Un abbraccio
di Elvia il 18 ottobre 2007 alle 11.36.22
 
Caro Marco voglio confermarti tutta la mia stima dopo aver visto questo documentario. Sei un bravo giornalista e sai comunicare con sincerità e immediatezza. Ti seguo dalla tua prima moviola, e quella sera ho detto a mio marito:"Questo farà strada..." Continua così, come giornalista intendo, non come intrattenitore. Sei più vero. Per quanto riguarda la montagna fatta a quei livelli non sono un'intenditrice sul campo, faccio solo lunghe escursioni. Ho letto molti libri che raccontavano in prima persona di queste imprese e mi sono arrabbiata anch'io come molti che hanno scritto qui...ma vedere è stata tutta un'altra cosa. Vedere la fatica, ma con tanta determinazione. Capire che le scelte fatte lassù effettivamente non possono essere quelle che si potrebbero fare in una semplice escursione in montagna. Tutti loro hanno fatto del loro meglio. Anche Stefano. Una radio per chiedere aiuto non ti salva la vita lassù...non in quelle condizioni, quando ognuno riesce a malapena a salvare sè stesso. Faciamo tutti i giorni delle scelte nel nostro piccolo vivere quotidiano. Chi è andato lassù ha fatto una grande scelta, consapevole. Possiamo solo ammirarlo per questo. Un grazie anche a lui che ci ha fatto capire che vale sempre la pena di vivere e morire per quello in cui si crede fortemente. Un abbraccio
di Elvia il 18 ottobre 2007 alle 11.36.49
 
Grazie Marco,grazie ragazzi,mi avete fatto provare delle emozioni incredibili,non si tratta di eroismo,e'la sensazione impareggiabile di vivere il momento perfetto,e' trovare quella forza che ognuno di noi ha dentro se stesso ma che le circostanze della vita ti costringono a reprimere,e' la consapevolezza che noi siamo di passaggio su questo pianeta meraviglioso e non possiamo che provare ammirazione e rispetto per queste persone che decidono di compiere tali imprese anche a costo di rimetterci la vita. Stefano tu ce l'hai fatta,il tuo sforzo non e'stato vano,anche se ovviamente il pensiero va ai tuoi cari che soffrono per la tua mancanza fisica,ma la tua anima e'viva e lo sara'per sempre,libera e felice su quelle montagne incredibili. ciao! Gabriele
di GABRIELE il 18 ottobre 2007 alle 12.00.07
 
Un documentario ,secondo me ,bellissimo. Uno dei pochi documentari che è riuscito forse a far capire anche la bellezza del nostro sport. Abbraccio la famiglia di Stefano e tutti coloro che hanno sofferto il triste finale. Un abbraccio particolare va a Mario. Mario tieni duro e non ti curare di chi scaglia dure parole non conoscendo le problematiche della montagna. Tu sai che non potevi fare altro, Stefano da lassu lo sa, questo conta! Ciao Stefano! Per quanto poco ti ho conosciuto non dimenticherò mai il tuo sorriso!
di Filippo Galluzzi il 18 ottobre 2007 alle 12.28.51
 
Desidero intervenire senza fare critiche e nella speranza che qualcuno risponda agli interrogativi che vi sto proponendo. Ci troviamo tutti qui a parlare perchè siamo rimasti tutti sconvolti e tutti addolorati per come è andata a finire. Credete che se fosse andata a finire diversamente e che tutti i ragazzi fossero tornati al campo base ci saremmo comportati allo stesso modo? é la morte di quel povero ragazzo che ci ha toccati? Se tutto fosse andato bene molti di noi avrebbero pensato guarda questi pazzi per la loro passione cosa fanno? Stefano da quello che ho capito era già stato sul K2 fermandosi proprio all'ultimo momento per non rischiare troppo il suo tentativo di scalata. Siete sicuri che la presenza della televisione non abbia spinto un pò di più questi ragazzi oltre, ad azzardare a rischiare anche quel minimo in più che poi ahimè si è rivelato fatale per il povero Stefano. Sono sicuro che Stefano aveva con se la radio perchè quando ha raggiunto Michele a campo 3 visto che era partito in ritardo era proprio lui ad avercela ed a comunicare con il campo base;da quello che ho letto aveva iniziato anche la discesa dalla vetta davanti all'altro per poi farlo passare dopo il traverso. Perchè? Perchè l'altro non lo ha aspettato? Se si affronta una discesa insieme la si affronta insieme esiste è vero la possibità di perdersi ma è remota o almeno visto che Mario non riusciva trovare la via sapeva che aveva in mano l'unica speranza di salvarsi ovvero la radio e infatti è grazie a quella che si è salvatoe sapeva che Stefano era dietro di lui senza quel piccolo aggeggio tanto importante quanto vitale. Qualcosa non torna, qualcosa non torna. Povero Stefano
di Simone Baccelloni il 18 ottobre 2007 alle 13.16.09
 
Desidero intervenire senza fare critiche e nella speranza che qualcuno risponda agli interrogativi che vi sto proponendo. Ci troviamo tutti qui a parlare perchè siamo rimasti tutti sconvolti e tutti addolorati per come è andata a finire. Credete che se fosse andata a finire diversamente e che tutti i ragazzi fossero tornati al campo base ci saremmo comportati allo stesso modo? é la morte di quel povero ragazzo che ci ha toccati? Se tutto fosse andato bene molti di noi avrebbero pensato guarda questi pazzi per la loro passione cosa fanno? Stefano da quello che ho capito era già stato sul K2 fermandosi proprio all'ultimo momento per non rischiare troppo il suo tentativo di scalata. Siete sicuri che la presenza della televisione non abbia spinto un pò di più questi ragazzi oltre, ad azzardare a rischiare anche quel minimo in più che poi ahimè si è rivelato fatale per il povero Stefano. Sono sicuro che Stefano aveva con se la radio perchè quando ha raggiunto Michele a campo 3 visto che era partito in ritardo era proprio lui ad avercela ed a comunicare con il campo base;da quello che ho letto aveva iniziato anche la discesa dalla vetta davanti all'altro per poi farlo passare dopo il traverso. Perchè? Perchè l'altro non lo ha aspettato? Se si affronta una discesa insieme la si affronta insieme esiste è vero la possibità di perdersi ma è remota o almeno visto che Mario non riusciva trovare la via sapeva che aveva in mano l'unica speranza di salvarsi ovvero la radio e infatti è grazie a quella che si è salvatoe sapeva che Stefano era dietro di lui senza quel piccolo aggeggio tanto importante quanto vitale. Qualcosa non torna, qualcosa non torna. Povero Stefano
di Simone Baccelloni il 18 ottobre 2007 alle 13.16.11
 
Ma possibile che in questo paese appena uno fa delle domande o pone delle questioni che ritengo legittime, ci sia sempre qualcun'altro che le strumentalizza per dire che si vuole attaccare qualcuno.... Ma smettiamola di fare i censori! La vicenda è stata trasmessa in tv, diventando di pubblico dominio, e siccome a tutti è dispiaciuto un casino che sia morto un ragazzo, la gente si fa delle domande per conoscere questo mondo, per sapere, esprime, insomma, le proprie opinioni... Nessuno vuole attaccare nessuno, non vedo malafede nella gente che si chiede cosa si sarebbe potuto fare perchè Stefano non perdesse la vita figuriamoci se c'è intento persecutorio o accusatorio in questo. Se c'è qualcosa che non è andato nella spedizione lo si dica senza paura, potrà essere utile a chi ha intenzione di lanciare la sfida al K2 prossimamente ma basta con le autocommiserazioni analizziamo i fatti oggettivamente per continuare a scalare le montagne, quello che più piaceva a Stefano.
di davide il 18 ottobre 2007 alle 13.21.19
 
Sono rimasto Shoccato dalla 2 puntata, purtroppo ho perso la prima, anche perchè non conoscevo la storia, devo dire la verità che provare emozioni così forti guardando la televisione non mi era mai successo. Ho faticato ad addormentarmi quella notte, che dire complimenti a tutti e una preghiera per Stefano Zavka, ha sbagliato per inseguire un sogno, l'unica cosa che mi chiedo da quella sera è perchè quattro alpinisti avevano solo due radio?
di Andrea il 18 ottobre 2007 alle 13.58.40
 
Simone, non so se sei al corrente di ciò che si può incontrare durante una scalata del genere. Non stiamo parlando di una vetta qualsiasi ma della vetta in assoluto più pericolosa e difficile da affrontare sul pianeta, forse non tanto per i livelli tecnici di difficolta che pure ci sono, ma più che altro per l'altitudine (i ragazzi scalavano senza ossigeno) e la forte variabilità delle condizioni climatiche che lassù NON PERDONANO il minimo errore, e purtroppo arrivando in vetta per ultimi dopo le 5 di pomeriggio, loro un azzardo l'hanno compiuto e quell'azzardo è stato pagato purtroppo!! La discesa affrontata in piena oscurità con una tormenta in atto a 8000 metri...chi sta avanti non ti sente neppure se urli e tu che stai dietro perdi il contatto visivo con chi è avanti a te anche solo di pochi metri. In queste condizioni se stando dietro cadi, o ti fermi anche solo per riprendere fiato, anche per poco, corri un grave rischio, il rischio che che sta avanti a te non se ne accorga e prosegua. Decidendo di arrivare in vetta così tardi erano consapevoli dei rischi, dal campo base erano stati esortati a scendere subito dalla vetta "grandi, grandi, ma adesso scendete subito per carità, subito". Subito, ma comunque troppo tardi. Stefano merita il rispetto di tutti noi, e l'onore che deve andare a chi ha avuto il coraggio di inseguire un sogno...a costo della propria vita. Spero che chi resta possa comprendere questo, perdonarlo e amarlo ancora d più. E' sempre questione di scelte a questo mondo, e Stefano ha fatto la sua...fino in fondo. Onore a lui e a lui un sincero abbraccio!!!!
di Giuseppe il 18 ottobre 2007 alle 14.03.09
 
Si parte insieme e si deve tornare insieme! Nardi come capo spedizione vista l'ora tarda dove ordinare di tornare indietro e tanto meno dove salire da solo! E la cosa piu grave è non aver aspettato Zavka alla fine delle corde fisse. E' una VERGOGNA
di Gianluca il 18 ottobre 2007 alle 14.34.24
 
Concordo con Paola, il suo post conferma quanto conti la passione nell'alpinismo. Stefano e gli altri erano tutti professionisti, e son sicuro che ciascuno di loro ha fatto tutto quello che poteva fare un essere umano in quelle condizioni. Non capisco invece Aida, la questione delle regole mi lascia perplesso, non c'è un arbitro che fischia, non ci sono squalifiche se porti 2 bombole d'ossigeno o 5 radio a testa, o se sali oltre le 17.00 sul k2, non c'è un campionato mondiale, c'è solo una persona contro la montagna, le regole le da la montagna caso mai. Nessuna regola, solo piena e consapevole conoscenza di se stessi e dei propri limiti e rispetto per la montagna. Non credo che la radio avrebbe salvato Stefano. Son curioso anch'io di conoscere il pare di qualche professionista.
di CARLO il 18 ottobre 2007 alle 14.39.53
 
LA MONTAGNA COME METAFORA DELLA VITA... SI SALE SEMPRE E NON CI SI FERMA MAI TRA MILLE DIFFICOLTA' E PERICOLI INSEGUENDO UN SOGNO.... IL SOGNO DELLA VETTA.... E X OGNUNO DI NO LA VETTA COS'E'??? FERMNATEVI E MEDITATE RAGAZZI A M U R
di AMUR LANGELA il 18 ottobre 2007 alle 14.50.40
 
Per chi volesse conoscere meglio Stefano Zavka, oltre ai siti relativi alla spedizione "Ev K2 50 anni dopo", vada a vedere in www.precipizirelativi.it. Questo era il suo sito, ora è rimasta solo la galleria fotografica. Chi se ne intende di montagna, troverà foto che riconducono a luoghi e a itinerari di nicchia. Purtroppo, il filmato RAI non ha permesso di capire chi fosse veramente. Pazienza
di carlo il 18 ottobre 2007 alle 15.10.16
 
difficilmente certe situazioni mi toccano ma martedi notte non e' stato cosi'.Mi e' pure passato il sonno tanta l'emozione e la tristezza per Stefano(mai visto prima).Il k2 solo a vederlo metteva paura ma se ci sono persone che mettono in gioco la propria vita, di sicuro ha pure quel lato che affascina e che rappresenta il top delle meraviglie da scalare.Un grande plauso a chi ha realizzato il tutto e grazie per avermi fatto provare tale sensazione che difficilmente dimentichero'.P.S.spero realizzatere un dvd al piu'presto.Un saluto di cuore a tutti.Salvo.
di salvo gennuso il 18 ottobre 2007 alle 18.55.00
 
Il documentario è stato veramente fantastico, pieno di sensi e di emozioni, ma credo di averlo apprezzato molto sopratutto perchè adoro la montagna e in particolare mi affascina la solitudine di certi monti himalayani, dove hai davanti a te 20 persone ma sai di essere solo! L'ascesa alla vetta è un traguardo, la discesa al campo è un altro traguardo, la vetta è un traguardo che pochi hanno saputo conquistare, tre della spedizione ce l'hanno fatta, il secondo traguardo invece è stato raggiunto solo da due di loro..! Lassù tutto è così estremizzato che ogni più piccola inezia può privarti dei mezzi per salvaguardare la tua vita, i neuroni che si disattivano a quelle altezze ci mettono fini ad un anno di tempo per riattivarsi, quando il capo spedizione ha incontrato Mario e Stefano prevedeva che sarebbero saliti in un ora e mezza, loro dicevano in mezzora..ma alla fine i calcoli ci potevano anche stare, altrimenti nessuno dei due sarebbe tornato vivo, non erano calcoli di sicurezza ma in certe condizioni quando lo sono? Perfino uno degli sherpa è morto per un sasso che è caduto sul traverso..! Stefano, dal racconto di Daniele, si sarebbe rifiuttato di prendere una delle 7 radio disponibili, ma aveva il gps, molto più affidabile di qualsiasi radio..!Lassù possono accadere cose incredibili, ad alcuni si congelano le cornee con la conseguente perdita della vista, altri hanno allucinazioni, altri si feramno 5 minuti e muoiono congelati...la cosa straordinaria e assurda è che nessuno può fare niente per portarli giù perchè costerebbe una vita umana in più, chi muore la rimane la, diventa parte integrante di una montagna che vede il 30[%] dei suoi assalitori soccombere..ma quando parti lo sai, dentro di te devi essere sereno e competente. Mi sono profondamente commosso durante il filmato, ma la cosa che mi ha colpito è che a quelle quote nessuno muore veramente, solo non si fa ritorno, non si muore, si diventa parte integrante di quella montagna e il luogo dovrebbe essere sacro per tutti!
di ||[_]uKe il 19 ottobre 2007 alle 1.55.29
 
Il documentario è stato veramente fantastico, pieno di sensi e di emozioni, ma credo di averlo apprezzato molto sopratutto perchè adoro la montagna e in particolare mi affascina la solitudine di certi monti himalayani, dove hai davanti a te 20 persone ma sai di essere solo! L'ascesa alla vetta è un traguardo, la discesa al campo è un altro traguardo, la vetta è un traguardo che pochi hanno saputo conquistare, tre della spedizione ce l'hanno fatta, il secondo traguardo invece è stato raggiunto solo da due di loro..! Lassù tutto è così estremizzato che ogni più piccola inezia può privarti dei mezzi per salvaguardare la tua vita, i neuroni che si disattivano a quelle altezze ci mettono fini ad un anno di tempo per riattivarsi, quando il capo spedizione ha incontrato Mario e Stefano prevedeva che sarebbero saliti in un ora e mezza, loro dicevano in mezzora..ma alla fine i calcoli ci potevano anche stare, altrimenti nessuno dei due sarebbe tornato vivo, non erano calcoli di sicurezza ma in certe condizioni quando lo sono? Perfino uno degli sherpa è morto per un sasso che è caduto sul traverso..! Stefano, dal racconto di Daniele, si sarebbe rifiuttato di prendere una delle 7 radio disponibili, ma aveva il gps, molto più affidabile di qualsiasi radio..!Lassù possono accadere cose incredibili, ad alcuni si congelano le cornee con la conseguente perdita della vista, altri hanno allucinazioni, altri si feramno 5 minuti e muoiono congelati...la cosa straordinaria e assurda è che nessuno può fare niente per portarli giù perchè costerebbe una vita umana in più, chi muore la rimane la, diventa parte integrante di una montagna che vede il 30[%] dei suoi assalitori soccombere..ma quando parti lo sai, dentro di te devi essere sereno e competente. Mi sono profondamente commosso durante il filmato, ma la cosa che mi ha colpito è che a quelle quote nessuno muore veramente, solo non si fa ritorno, non si muore, si diventa parte integrante di quella montagna e il luogo dovrebbe essere sacro per tutti!
di ||[_]uKe il 19 ottobre 2007 alle 1.55.45
 
RAGA MA X UN NEOFITA E' UN SUICIDIO PROVARCI VERO?
di AMUR il 19 ottobre 2007 alle 9.54.06
 
Per AMUR Secondo me scalare il K2 per un "esordiente" non sarà un suicidio, non parliamo già di morte, ma è pericoloso. Dovresti procedere a piccoli passi, tipo prima scali una montagna di 2000m, poi di 2400, se vuoi sali a 3000m, ma non andare subito sui oltre 8000m. Pensaci su......e non su una vetta, ma a valle!
di Mariaconcetta il 19 ottobre 2007 alle 12.09.34
 
Dove è possibile rivedere la trasmissione? Su youtube.it i link non funzionano
di Matteo il 19 ottobre 2007 alle 12.09.36
 
Dove è possibile rivedere la trasmissione? Su youtube.it i link non funzionano
di Matteo il 19 ottobre 2007 alle 12.09.37
 
X Amur per un neofita è già un casino arrivare al campo base del k2 figuriamoci in cima. La Di Centa è arrivata in cima all'Everest che con le guide e l'ossigeno è quasi un duro trekking (quasi), ma il K2, l'Annapurna il Kangejonga o il Nanga Parbat sono montagne durissime anche per gli specialisti... Sul K2 il camino bill, il collo di bottiglia o il traverso sul ghiccio sono passaggi che richiedono una tecnica che se non sei guida alpina non hai. Il k2 è una montagna che uccide anche i professionisti figuriamoci i neofiti.... Kammerlander ce l'ha fatta al terzo tentativo, Simone moro non c'è ancora riuscito, Silvio Mondinelli ce l'ha fatta con grosse difficolta, Il mitico Messner ci è riuscito 1 sola volta nel 74 ecc... Non si scherza con gli 8.000 meno che mai col k2.....
di Alberto il 19 ottobre 2007 alle 12.54.38
 
Al di la delle impressioni e commenti sul documento in se trovo SPREGEVOLE ciò che è scritto su questo sito "cinevideoblog" e in specifico: Mazzocchi NON è mai salito oltre il campo base (altro che cima come lascia intendere il testo...e le riprese oltre il base NON le ha certo girate lui ma gli alpinisti. La frase: << una storia toccante, intensa che si conclude con una vittoria venata di tragicità (uno degli accompagnatori di mazzocchi non è sopravvissuto allo stress dell'impresa).>> ACCOMPAGNATORE DI MAZZOCCHI? STRESS DELL'IMPRESA? Articolo PESSIMO scritto da qualcuno che evidentemente il documento non l'ha visto. Stefano Zavka era un grande! ...un fortissimo alpinista che è rimasto vittima della sua stessa passione ... uno che la vita la amava... Un pensiero per Lui e i suoi cari.
di Manlio il 19 ottobre 2007 alle 15.10.17
 
Dal forum di Planetmountain Sono pienamente d'accordo con te Manlio.. L'articolo qui sopra è vegognoso.. Mi associo al pensiero per Stefano e i suoi cari..
di alecap il 19 ottobre 2007 alle 15.39.47
 
Dal forum di Planetmountain Sono pienamente d'accordo con te Manlio.. L'articolo qui sopra è vegognoso.. Mi associo al pensiero per Stefano e i suoi cari..
di alecap il 19 ottobre 2007 alle 15.39.48
 
Di fronte a tante emozioni, meraviglie, tanto rispetto e ammirazione per tutti.
di ALESSANDRO il 19 ottobre 2007 alle 18.48.17
 
Rispondo ad Amur: Amur un neofita non arriva vivo neanche al campo base a quota 5.100 m, forse non hai capito che su quattro persone che tentano la vetta del K2 uno non torna piu indietro!.
di toni il 19 ottobre 2007 alle 18.50.18
 
RAGAZZI QUALCUNO E' IN GRADO DI SPEDIRE (OVVIAMENTE PAGANDO) LA 2^ PARTE SU UN QUALSIASI SUPPORTO, VHS, DVD O ALTRO? GRAZIE francomorello@interfree.it
di FRANCO il 19 ottobre 2007 alle 20.06.46
 
ragazzi, era da un sacco di tempo che non mi appassionavo così ad una trasmissione! peccato davvero per l'orario improponibile, speriamo in una replica diurna o in un'uscita in dvd. sebbene fossi già a conoscenza della scomparsa di stefano (avevo letto un articolo sulla spedizione scritto da mazzocchi su un settimanale) ho ugualmente vissuto con trasporto e passione la seconda parte del documentario, sperando ingenuamente fino alla fine in un suo ritrovamento dell'ultimo minuto...cosa che purtroppo non è avvenuta. non sono un'appassionata di alpinismo ma l'emozione è stata forte ugualmente. stefano ho pianto per te anche se non ti conoscevo, riposa in pace sulle montagne che amavi tanto. un abbraccio ai tuoi familiari.
di cricrichan il 19 ottobre 2007 alle 23.32.46
 
onore e gloria a stefano alla sua famiglia e a tutta la spedizione, grazie a marco mazzocchi finalmente abbiamo potuto apprezzare qualche cosa di straordinario in tv, non solo per gli appassionati di alpinismo come me,ma per tutti. Vedere capire seguire, cosa riesce a fare la volontà umana, credo si possa apprezzare solo in pochissimi sport o cmq passioni come l'alpinismo, non sempre purtroppo vi e' un lieto fine ma chi lo può dire, chi dice che stefano non sia felice di essere dove è, a noi mancherà molto ma sono certo, che lui avrebbe voluto cosi.Grazie Stefano, grazie a tutti voi
di Fabio il 20 ottobre 2007 alle 9.26.25
 
Vorrei che qualcuno mi spiegasse, come mai stefano è rimasto cosi dietro al compagno, che era a rischio congelamento sembra di un piede, e non sono rimasti uniti? dai commenti sembra che addirittura stafano era molto piu in forma del suo compagno, visto l'ora tarda, la difficolta della discesa, l'arrrivo di una perturbazione, sembra assurdo che si siano staccati! forse ci sono aspetti tecnici che non conosco
di antonio il 20 ottobre 2007 alle 12.34.22
 
Ho visto per puro caso che avrebbero trasmesso la 2 parte della salita,mi son venuti i brividi nel vedere posti che avevo solo letto nei libri.Un filmato che ha mostrato la durezza il rischio di quei luoghi,spero venga riproposta una replica del programma.Stefano non ho parole per descrivere quello che ho provato,riposa su quella montagna.
di Alan il 20 ottobre 2007 alle 14.36.08
 
ESTRATTO DAL MEMORIAL NARDI PAG. 4 :” …sapevo perfettamente che sopra queste quote si è da soli e che un compagno di cordata, pur volendo, in caso di malessere o incidente, può fare ben poco. Essere da solo mi rendeva in certo qual modo tranquillo.” GRAZIE NARDI ... ADESSO ABBIAMO CAPITO COSA E' SUCCESSO LASSU' A STEFANO ! CHI HA ORECCHIE PER INTENDERE... INTENDA
di ZINA il 21 ottobre 2007 alle 15.38.19
 
ESTRATTO DAL MEMORIAL NARDI PAG. 4 :” …sapevo perfettamente che sopra queste quote si è da soli e che un compagno di cordata, pur volendo, in caso di malessere o incidente, può fare ben poco. Essere da solo mi rendeva in certo qual modo tranquillo.” GRAZIE NARDI ...ADESSO ABBIAMO CAPITO COSA E' SUCCESSO LASSU' A STEFANO !
di ZINA il 21 ottobre 2007 alle 15.40.07
 
La Redazione di Cinevideoblog ha aggiunto una nota ulteriore all'articolo originario che ne aggiorna ed espande il contenuto.
di Redazione Cinevideoblog il 23 ottobre 2007 alle 14.45.21
 
scusami Mazzocchi, ma ti devo dire che non ho riso tanto come nella prima puntata, sei stato davvero comico..io ho seguito tutto passo dopo passo nel sito del capo spedizione Nardi.. mai riso tanto veramente... per il resto io dalla partenza ho seguito tutto, ci sono stata dentro fino al collo..e ho parlato direttamente conh gli alpinisti che parlavano via web..che sono persone straordinarie lo so da un pezzo.. Mazzocchi sei simpatico
di monica il 01 novembre 2007 alle 23.02.16
 
Mazzocchi, sei simpaticissimo, mai riso tanto
di monica il 01 novembre 2007 alle 23.03.12
 
marco sei simpaticissimo, la prima parte per me è stata più che comica
di monica il 01 novembre 2007 alle 23.09.04
 
X Monica non capisco cosa ci sia da ridere nel filmato che hai visto, è proprio vero che il riso abbonda in bocca agli stolti!!!
di remo il 02 novembre 2007 alle 9.12.38
 
forse la commantatrice qui sopra voleva dire a Mazzocchi che è molto simpatico. forse, eh! comunque io ho perso la prima puntata, spero che questo documento venga ritrasmesso...
di olympiahoffmann il 02 novembre 2007 alle 9.47.57
 
messaggio x monica Ma cosa c 'e da ridere in un filmato cosi drammatico lo sai solo tu!! Ma sei sicura di aver visto la cosa giusta? o era la domenica sportiva?
di toni il 02 novembre 2007 alle 19.07.58
 
mi spiego, io ho visto la prima puntata, e non era drammatica, era simpatica..in quanto Marco ha provato con tutto se stesso di essere un alpinista, quando in realtà non lo è ci ha provato e nonostante abbia avuto difficoltà, l'ha presa abbastanza con humor, io ho seguito gli alpinisti tramite il loro sito, da quando sono partiti, e devo dire che è stata una delle più belle esperienze che abbia fatto finora..chi ha seguito tutto ha sofferto con loro..e ha anche pregato durante le ricerche per Zavka.. e ha cercato di dare tanto calore attraverso i messaggi sti quando c'è stato l'ultimo tentativo di trovare Stefano al campo 4 da parte dell'austriaca Gerlinde, un'alpinista al suo undicesimo 8000. In quanto a Stefano, dopo aver sofferto molto sono arrivata ad una conclusione, Stefano sapeva quali erano i rischi, purtoppo non ce l'ha fatta, le condizioni oltre i 5000 modificano tutto..addirittura i neuroni del cervello non funzionano per l'85[%] come si dovrebbe, facendo pensare di farcela in più breve tempo, come aveva risposto a Nardi, o sottovalutando le condizioni metereologiche, lui però ha raggiunto la vetta, ed era ciò che voleva veramente..concordo alla perfezione con ciò detto da Poola il 18 ottobre , noi dobbiamo amarli per quello che sono, per la loro passione che a volte porta alla morte. Lui forse ora è in pace perchè ha realizzato finalmente il suo sogno..un sogno non raggiunto per poco nel 2004 amo la montagna..e so cosa vuol dire
di monica il 02 novembre 2007 alle 20.09.20
 
non era mia intenzione ledere la sensibilità di chi è venuto a conoscenza da poco dell'evento il mio voleva essere solo un apprezzamento della simpatia di Mazzocchi, punto
di monica il 02 novembre 2007 alle 20.59.58
 

Commenta l'articolo


 

GLI ALTRI VIDEO BLOG DEL NETWORK

Network di vlogSfera.it

Blog video auto Blog video tecnologia Blog video Cinema e TV
Blog video Sport Blog video Musica Blog video Notizie
Blog video Games Blog video Mobile Blog video Mobile

AGGIUNGI ELEMENTO

CINEMA

GENERE

TELEVISIONE

REALITY SHOW

ARCHIVIO MESI

Feed RSS