Il Sessantotto con le sue trincee e le sue lotte ideologiche è lo scenario per questo film in cui due fratelli, Accio (Elio Germano) e Manrico (Riccardo Scamarcio), a un certo punto della loro carriera umana si trovano opposti per sensibilità, per idee e per modi di affrontare la vita. Fascista il primo, sull’onda degli insegnamenti di discutibili maestri (Luca Zingaretti e Ninni Bruschetta) e comunista il secondo, sempre incline a indire scioperi e agitazioni operaie e alla fine pronto a aderire a contesti di lotta armata. Tutto il film è un incontro-scontro tra i due giovani, in un progressivo approfondimento delle loro debolezze e del loro desiderio sempre inappagato di creare un mondo migliore.
“Mio fratello è figlio unico” è un racconto intimo di vicende corali vissute dall’interno di un rapporto guardato a 360 gradi, da cui il regista Daniele Luchetti riesce a fare emergere la sostanza di una generazione. Ma non basta, perché la psicologia intride bene la narrazione e riesce a raffigurare a tutto tondo l’interiorità di una complessa e difficile relazione tra due fratelli vista dall’interno delle emozioni che la agitano.
E’ il 1945, a pochi giorni dalla Liberazione Osvaldo Valenti, attore famoso e ufficiale della X Mas guidata da Junio Valerio Borghese, decide di consegnarsi a una brigata partigiana comandata da Golfiero, regista inviso al Regime e mandato in passato al confino. Quella che Valenti cerca è la salvezza per sé e la sua compagna Luisa Ferida. A partire da questa resa si ripercorre la vita dei due personaggi rimasti a lungo sulla ribalta del cinema italiano. Valenti, attore e uomo coraggioso, diventa addirittura tossicodipendente per evadere da una realtà tragica, fino a quando non incontra Luisa attricetta alle prime armi che diventa la sua amante. Nel momento del crollo di tutte le speranze di un governo nazifascista i due però godono di una pessima fama.
Inizia la storia di un rapporto di passione e intrighi amorosi, di vicende storiche che disegnano il quadro culturale e politico dell’Italia. E Valenti, pur rimanendo un fervido sostenitore del fascismo, è animato da una forma di ribellione che lo spinge a non accettare la realtà vissuta, quella di tutti i giorni che lo circonda, quella di cui lui è protagonista.
Categorie: Film Drammatico Storico
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‘La nostra vita’ di Daniele Luchetti unico film italiano in concorso alla 63esima edizione del Festival di Cannes ha riscosso grande successo all’evento cinematografico. Lunghi applausi per il regista e l'intero cast. Il film commedia, racconta la storia di Claudio (Elio Germano), operaio edile, 30enne, che lavora in un cantiere alla periferia di Roma. Sposato con Elena (Isabella Ragonese), ha due figli e un terzo in arrivo. La loro vita insieme è felice, ma all'improvviso accade qualcosa che segna un profondo cambiamento nella vita di Claudio.
L’eterea Monica Bellucci sbarca sul piccolo schermo, con la versione integrale del film del 2008 di Marco Tullio Giordana ‘Sanguepazzo’. La storia è di quelle strappalacrime, della diva del regime fascista Luisa Ferida e del collega Osvaldo Valenti, interpretato da Luca Zingaretti, arrestati e fucilati dai partigiani nel ‘45, dopo un processo sommario: accomunati, fino alla fine, dallo stesso destino.
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E' il terzo film italiano in concorso alla 67esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2010, è diretto da Mario Martone, si intitola ‘Noi credevamo’ e racconta la storia del Risorgimento prendendo spunto da materiali storici, lettere e discorsi dei protagonisti di quell'epoca. Nel cast Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Luca Zingaretti, Francesca Inaudi, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luca Barbareschi e Luigi Pisani. La pellicola è stata accolta da applausi a scena aperta sia nella proiezione mattutina della critica che durante quella per il pubblico, alla quale erano presenti in sala sia il regista che il cast.
ultimo commento di: euge y nico para siempre <3<3
ultimo commento di: VINCENT


Pietro Taricone è morto nella notte. La sua vita: dal Grande Fratello a film e telefilm