Storie semplici e lineari, personaggi manichei ben collocati al di qua o al di là dell’asse del bene e del male, eroi senza macchia e senza titubanze: questi gli ingredienti base del cinema western classico, che ha avuto i suoi anni d’oro tra la fine dei Quaranta e i Sessanta. Ingredienti che non fanno più parte delle storie da pellicola, nemmeno nei cartoons. Che senso ha allora riproporre “Quel treno per Yuma”, remake del classico in bianco e nero del 1957 per la regia di Delrner Daves con Glenn Ford e Van Heflin?
Le ragioni sono numerose. La prima è il tentativo di recuperare le radici del fare cinema e del costruire narrazione che a Hollywood comincia a diventare il vero grande buco nero. L’originalità, la lucidità sono sempre più spesso i grandi assenti e se da una parte i soggetti inseguono ogni spunto – anche quelli fumettistici – senza per questo trovare sempre il bersaglio, il tentativo di ritrovare il senso della grande narrazione epica, con personalità forti e ben contrapposte, immerse in scenari che sono essi stessi parte integrante dello sviluppo narrativo, diventa una via non solo percorribile, ma decisamente auspicabile.
Categorie: Drammatico Azione Film
Parole chiave: quel treno per yuma Russell Crowe Christian Bale Ben Foster Peter Fonda James Mangold
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