Per RAI 3 inserire in palinsesto un programma che prenda il posto di “Che tempo che fa” di Fazio non è certo facile. Senza la pretesa di riconquistare l’audience della fortunata trasmissione si è deciso di proporre allora una nuova fiction con volti nuovi provenienti dal teatro – unica eccezione Luciana Littizzetto che comparirà di tanto in tanto.
L’idea è la stessa di “Camera cafè” – la sit-com interpretata da Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu –, ossia prendere una telecamera fissa e piazzarla dietro qualcosa che normalmente viene guardato dai personaggi. In questo caso uno specchio, perché l’ambientazione è quella di un negozio di parrucchiere, in cui una serie di personaggi discutono di argomenti banali così come di tematiche di grande attualità, come l’evasione fiscale, la raccolta differenziata, l’eredità biologica, se le coppie gay possono adottare figli, la situazione in cui si trovano le famiglie, ecc. Un tema caldo per ogni puntata, che viene affrontato senza mezzi termini e senza esclusione di colpi, ma soprattutto senza ipocrisie o peli sulla lingua.
Italo Moscati è un uomo dal curriculum estremamente poliedrico: scrittore, regista, produttore, critico teatrale e cinematografico, direttore di accademie... Ma soprattutto critico televisivo attento e colto, capace di leggere tra le righe il senso profondo dei contenuti del piccolo schermo. Proprio a lui si deve “Viziati 2 - La TV ha un grande futuro alle spalle”, il programma in onda il martedì alle 23,45 su RAI Tre.
Si tratta della seconda serie di una trasmissione che raccoglie il meglio del peggio televisivo: tutto il trash apparso viene montato e fatto scorrere senza commenti o interventi esterni. Come un “senza parole”, come una serie di vignette demenziali e psichedeliche che si impossessano dell’attenzione dello spettatore senza chiedergli un giudizio. Il giudizio è già scontato, è contenuto nel concetto stesso di trash di cui ciascuna sequenza è intrisa.
La domanda chiave dei più pessimisti è se oggi la vera essenza della televisione è quella rappresentata da “Viziati”, ossia se il trash è la vera anima spontanea della TV contemporanea.
Categorie: Satira
Parole chiave: viziati 2 rai tre Italo Moscati trash
Più del novanta per cento dei giornalisti italiani lavora prevalentemente (se non esclusivamente) su informazioni di seconda mano, che elaborano contenuti provenienti da terzi che in qualche modo ne sono venuti in possesso. Una parte ridotta di questi provano successivamente ad approfondire i temi che affrontano con qualche intervista o qualche informazione addizionale che tocca solo gli aspetti più macroscopici del problema, tanto per fornire qualche ragguaglio un po’ più ampio.
Sono pochissimi i professionisti della notizia che si lanciano in prima persona nella raccolta delle informazioni originali, con la ricerca personale delle fonti e con l’elaborazione di reportage unici e capaci di svelare aspetti del tutto inusitati del problema affrontato. È il giornalismo d’inchiesta, per molti l’unico vero modo di essere giornalisti e non solo “funzionari dell’informazione”.
Per valorizzare questo modo più autentico e profondo di fare giornalismo nacque “Report”, da un’idea di Milena Gabanelli, che prima con “Professione reporter”, poi con “Report” stesso raccolse intorno a sé una redazione di professionisti amanti del giornalismo più coraggioso.
Giovanni Anversa muove le fila di un programma che vuole raccontare l’Italia quotidiana senza lustrini o emozionalismi inutili. Parliamo di “Racconti di vita”, che andrà in onda su RAI 3 ogni lunedì alle 23,45.
L’idea è quella di dare voce a persone normali che raccontano la loro ordinaria realtà, che però è anche realtà di tanti italiani che lottano ogni giorno con ristrettezze economiche, con la precarietà della salute, con la solitudine, con la criminalità, insomma con la durezza del mestiere di vivere.
Anversa è coadiuvato da un valido gruppo di collaboratori, tra cui spicca Alessandro Scalco tra gli autori mentre la supervisione artistica è di Andrea Dorigo. I registi e i giornalisti che si sono incaricati di creare dei servizi filmati hanno seguito lo spirito dell’inchiesta oggettiva che prova a dare voce alla gente, cercando di evitare forzature e scandalismi.
Categorie: Informazione
Parole chiave: Giovanni Anversa racconti di vita Alessandro Scalco Andrea Dorigo rai tre
Il 10 settembre è la data prefissata per la ripresa di “Un posto al sole”, dopo “Un posto al sole d’estate”. Lo scenario torna a essere quello di Palazzo Paladini nel cuore di Posillipo per questa soap tutta made in Italy in onda tutte le sere dal lunedì al venerdì alle 20.30 su RAI Tre.
La prima novità di rilievo è il ritorno al palazzo di Alessandro Paladini (Gianguido Baldi), l’erede dei conti che hanno dato il proprio nome all’edificio. Raffaele (Patrizio Rispo), il portiere dello stabile, inizierà una nuova attività e per questo proverà a coinvolgere anche Diego (Francesco Vitiello).
Ma sono le vicende delle varie famiglie che movimenteranno l’azione: Assunta (Daria D’Antonio) dopo avere ripreso la vita coniugale con l’ex marito Guido (Germano Bellavia), si troverà a confrontarsi con Cinzia (Veronica Massa), che dovrà trovare un modo per fronteggiarla.
Viola (Ilenia Lazzarin) si lancerà in una storia d’amore segreta con Cesare (Blas Roca Rey), anche a causa della delusione subita a causa del matrimonio di Elena (Valentina Pace) con Andrea (Davide Devenuto).
L’amore, o la fine dell’amore, alle volte uccide. Per rancore, per eccessiva passione, per rabbia o per semplice istinto criminale sul partner viene scagliata tutta la violenza covata o sempre in qualche modo espressa fino a produrre l’atto omicida e cruento. Quasi sempre, stando alle statistiche, la vittima è la donna.
Sono proprio le donne che subiscono le violenze più cupe – perché quasi sempre inconfessate o addirittura misconosciute perfino da chi le subisce quotidianamente. A queste donne è dedicata la trasmissione “Amore criminale”, in onda il sabato sera su RAI Tre. In quattordici puntate si raccontano vicende di sopraffazione così estrema da portare al delitto, tentando di scoprirne le ragioni nascoste, l’incapacità di reagire, la subiezione impotente all’aggressività.
Camila Raznovich ha il compito di condurre lo spettatore attraverso il dedalo di complesse situazioni psicologiche e di storie che indignano e sbalordiscono, salvo poi a scoprire che sono quasi sempre storie comuni, che si possono ritrovare anche alla porta accanto.
Riccardo Iacona è un giornalista cresciuto nelle redazioni dirette da Santoro. Ha partecipato come inviato a programmi come “Samarcanda”, “Il rosso e il nero”, “Temporeale”, “Circus” e “Sciuscià”, dopodiché ha iniziato una carriera autonoma firmando programmi in cui l’inchiesta si è fatta più leggera ma non meno puntuale: trasmissioni più soft, come “W gli sposi”, o più impegnative, come “W il mercato” e “W la ricerca”.
Quest’estate Iacona torna su RAI Tre con le dodici puntate di “W l’Italia diretta”, in onda tutti i martedì in prima serata, al posto di “Ballarò” che si gode la meritata pausa estiva. “W l’Italia” ha un obiettivo: realizzare inchieste in cui mettere in evidenza le ragioni per cui il nostro Paese funziona e può essere considerato eccellente. Qualcosa che per qualche ragione ci rende una delle nazioni più civili del mondo e ci unisce a quelle più economicamente avanzate ci deve pur essere: proprio questo è l’oggetto della ricerca di Iacona e della sua redazione.
Categorie: Informazione
Parole chiave: w l'italia Riccardo Iacona Michele Santoro rai tre premio ilaria alpi
E' ormai tanto, forse troppo tempo, che si parla, si racconta e si discute di droga: uso e abuso di droga, effetti della droga sui sistemi di comportamento dei giovani, sintomi che si manifestano in chi fa uso di sostanze stupefacenti. E' ormai tanto, forse troppo tempo, che si da la colpa alla droga per i drammi che travolgono la nostra società contemporanea: atti di follia, raptus imporvvisi, omicidi irrisolti, e solo semore ancora ipotizzati, effetti dell'uso, spesso troppo sconsiderato, della droga.
La droga sempre protagonista, la droga ancora protagonista del parlare pubblico. E' atteso, con curiosità ed anche abbastanza perplessità, il docu-choc sull'invasione della polere bianca in Italia, per raccontare i conflitti e i temi più scottanti su cui la gente si interroga.
Il problema cocaina esiste, anzi è peggiorato, è giusto che se ne parli, è giusto informare, ma come d'incanto, in certe circostanze, il Bel Paese sembra tornare indietro nel tempo. Appello alla censura. Dopo l'annuncio pubblicitario di Rai Tre per il fenomeno Cocaina raccontato in 95 minuti, che andrà in onda domenica sera, film in presa diretta di Roberto Burchielli e Mauro Parisone, l'ex ministro Maurizio Gasparri chiede la sospensione dello spot e il blocco del programma.
RAI Tre punta da sempre a proporre una produzione di contenuti orientati alla cultura e all’attualità, con uno sguardo sempre piuttosto ironico e dissacrante. In perfetta linea con questo temperamento uno dei programmi più apprezzati della rete – ma anche di tutto il panorama televisivo nazionale – è “Che tempo che fa”, affidato alla sagacia e all’umorismo sottile di Fabio Fazio, al suo cast di presenze fisse e agli ospiti di altissimo livello che la trasmissione accoglie. Quest’anno tra i comici che accompagneranno regolarmente Fazio ci sarà anche Antonio Albanese, che creerà dei divertenti siparietti capaci di commentare i costumi del Belpaese con uno spirito sardonico e disincantato.
Tornerà anche “Ballarò” di Giovanni Floris, che oltre a moderare dibattiti tra personaggi di rilievo nella politica, nell’economia, nel giornalismo o noti per gli incarichi istituzionali che detengono, approfondirà quest’anno in ogni puntata l’andamento delle elezioni presidenziali americane. Floris si muoverà peraltro in una scenografia rinnovata, che saprà dare ulteriore lustro alla trasmissione.
Domani, venerdì 18 gennaio, ‘Un posto al sole’, soap italiana prodotta da Rai Fiction, ambientata a Napoli, festeggia le sue 2.500 puntate. In questi dodici anni ‘Un Posto al Sole’, con l'attuale media dell'11% di share, punte di oltre il 13% e circa 16.000 contatti quotidiani sul proprio sito, ha intrecciato i temi classici della soap opera: amori, intrighi, passioni, vendette, gelosie, amicizia, con la leggerezza della commedia e i temi propri del grande romanzo popolare.
La soap affronta le grandi e importanti tematiche della nostra società contemporanea: dalla violenza sulle donne all’affido familiare, dalla donazione del sangue e degli organi all’emergenza casa attraverso storie e personaggi che, con l’immediatezza e la semplicità di sempre, sono capaci di veicolare argomenti sempre legati all’attualità in cui il pubblico può rispecchiarsi completamente.
Categorie: Telefilm Drammatico Romantico
Parole chiave: un posto al sole napoli rai tre Dario Vergassola
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