Un attore di film non particolarmente eclatanti è alla fine della sua carriera. Dopo qualche inutile tentativo di riscatto si sottopone a un’operazione chirurgica per ringiovanirsi, ma è un fallimento e la crisi di un uomo superficiale e ormai refrattario alla sensibilità arriva all’orlo del baratro. Saranno le tre figlie a farsi carico del problema provando a organizzare un incontro con una donna che potrebbe risollevare le sorti dell’esistenza del padre, riscattando così anche il valore del rapporto che lui ha con loro.
Pupi Avati firma un film in cui a ben vedere il suo pessimismo di fondo, il compatimento per l’insanabile male dell’insensibilità e del cinismo, diventa sempre più lucido e disincantato. Abatantuono, che tanto deve al regista per la sua carriera di attore drammatico, incarna in modo quasi sornione il ruolo di un uomo apparentemente attento solo a se stesso e al dramma del suo orgoglio minato, lasciando intendere tra le righe che in fondo non c’è granché di anormale in questa desolazione interiore.
ultimo commento di: euge y nico para siempre <3<3
ultimo commento di: VINCENT


Pietro Taricone è morto nella notte. La sua vita: dal Grande Fratello a film e telefilm