
Un serial killer che si firma con il misterioso nome Zodiac. Un paio di detective, un giornalista beone e un vignettista che spera di usare il proprio talento da enigmista per decifrare i messaggi lasciati dall’assassino. In sostanza una caccia all’omicida, che potrebbe essere quella di mille altri thriller più o meno tenebrosi.
David Fincher (“Seven, “Alien 3”, “Fight Club”) però non è un regista che ama raccontare storie in modo banale. Soffocante e claustrofobico, il suo stile di direzione sa trasformare una passeggiata campestre in una discesa agli inferi e anche in questo caso non si smentisce. Il punto di vista intorno a cui si sviluppa il film non è quello della ricerca sic et simpliciter dell’assassino, quanto della presenza occulta del crimine, della paura che inizia a dilatarsi e della sensazione cupa che i misfatti orrendamente reiterati sviluppano progressivamente nella coscienza.
Due ore e mezza di inquietudine opprimente stemperata dalla bella caratterizzazione dei personaggi – che forse in qualche caso poteva essere ulteriormente approfondita rendendo il film ancora più godibile – e dalla forte analiticità degli eventi, sempre scanditi da dialoghi e fatti in quantità fin troppo elevata, ma utile a creare uno stato di crescente pressione psicologica nello spettatore. Eccellenti le prove d’attore di Mark Ruffalo nella parte dell’ispettore Toschi e di Jake Gyllenhaal nei panni del vignettista. Un film da non perdere se si ama il genere o si vuole tentare il riscatto di Fincher dall’ultima sua deludente fatica cinematografica dal titolo “Panic room”...
Parole chiave: zodiac David Fincher Mark Ruffalo Jake Gyllenhaal
Autore: CineVlog Redazione
Commenti